Premio Marco Rossi: quindici anni di voci sul lavoro e sulla dignità umana
Dedicato al giornalista scomparso nel 2007, il concorso celebra la narrazione sonora del mondo del lavoro. Aperta la XIII edizione, che accoglie anche i podcast tra le opere in concorso.
Dal 2010 il Premio Marco Rossi è diventato un punto di riferimento per chi usa il linguaggio radiofonico — e oggi anche il podcast — per raccontare il mondo del lavoro.
Con centinaia di partecipanti e produzioni di qualità, il premio si configura come un vero e proprio laboratorio narrativo e di ricerca dedicato a una delle dimensioni più profonde e complesse dell’esistenza umana: il lavoro.
Un tema spesso marginalizzato dai grandi media, ma centrale nella vita quotidiana e nel dibattito sociale, politico e culturale.
Lavoro e vita: il cuore del racconto
Come ricordano gli organizzatori, l’idea fondante del Premio è nata dalla convinzione che il lavoro, e con esso la vita delle persone, debba tornare a occupare uno spazio centrale nel racconto pubblico.
Negli anni segnati dall’austerity, dalla pandemia e ora dalla guerra, le crisi economiche, sanitarie e umanitarie si sono intrecciate con la questione ambientale e la transizione energetica. In questo scenario complesso, il Premio ha continuato a dare voce a chi esplora le sfumature del lavoro: la fatica e la dignità, la precarietà e la sicurezza, l’emigrazione e il radicamento, il lavoro di cura e quello creativo.
L’evoluzione dell’audio e l’apertura ai podcast
In quindici anni la comunicazione sonora è cambiata profondamente. Accanto alla radio tradizionale, i podcast hanno aperto nuove frontiere narrative e produttive.
Il Premio Marco Rossi abbraccia questa evoluzione, ampliando la partecipazione anche alle opere nate per le piattaforme digitali. Il podcast — capace di creare intimità, attenzione e comunità di ascolto — diventa così uno strumento privilegiato per indagare il lavoro da prospettive nuove, offrendo storie e testimonianze spesso assenti dai media mainstream.
La partecipazione al Premio è gratuita e senza limiti di età o nazionalità. Possono concorrere lavori in lingua italiana — radiofonici o podcast — prodotti o pubblicati tra il 1° ottobre 2024 e il 30 settembre 2025, anche se inediti.
Gli autori possono inviare i propri materiali in formato mp3 entro il 31 ottobre 2025 all’indirizzo premiomarcorossi@gmail.com, corredati di credits, dati anagrafici e una breve biografia.
I riconoscimenti e la giuria
La giuria, presieduta da Marino Sinibaldi e composta da figure di spicco del giornalismo e della comunicazione sonora come Daniele Biacchessi, Anna Maria Giordano e Emiliano Sbaraglia, valuterà i lavori in base a contenuto, qualità tecnica, ricerca formale e specificità del linguaggio.
n palio un premio di 1.000 euro per la migliore opera sonora e l’iscrizione ad ASSIPOD – Associazione Italiana Podcasting per il secondo e terzo classificato.
La serata conclusiva della XIII edizione si terrà a Roma il 18 dicembre 2025, presso la Casa del Podcast (Technotown, Villa Torlonia), luogo simbolico per l’innovazione e la creatività nel racconto audio.
Dare voce al lavoro, ancora
Il Premio Marco Rossi continua a essere un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del racconto del lavoro: un modo per restituire dignità, memoria e ascolto a chi vive e interpreta la realtà quotidiana.
In un mondo sempre più globalizzato e uniforme, dare voce al lavoro — in tutte le sue forme — significa raccontare l’essenza della vita sociale e collettiva.
