Prezzi dei voli, Salvini: invariati verso le isole. Consumatori: i rincari arrivano con i picchi di domanda
Il ministro dei Trasporti Salvini ha assicurato che nel mese di giugno 2024 “i prezzi medi dei voli con partenza dalle isole sono invariati o tendenzialmente in alcuni casi più bassi di quelli relativi al 2023”. Le associazioni dei consumatori sottolineano però che i rincari ci sono ad agosto, nei periodi di picco di domanda
Prezzi dei voli, Salvini: invariati verso le isole. Consumatori: rincari con i picchi di domanda (Foto Pixabay)
A giugno i prezzi dei voli in partenza dalle isole sono “invariati” o “più bassi” rispetto all’anno precedente. È quanto assicurato dal Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini che ieri è intervenuto al question time alla Camera dei Deputati. Fra le altre, Salvini ha risposto a un’interrogazione di Fratelli d’Italia sul fatto che in molte tratte aeree ci siano aumenti anche del 68%, come denunciato dai consumatori, con un aumento comunque del traffico passeggeri. L’interrogazione ha dunque chiesto le misure che si stanno adottando.
«In riferimento al tema del prezzo dei voli, sottolineo che la competenza è del collega ministro delle Imprese e del Made in Italy. Le misure volute dal ministro Urso, che ho interpellato per questa risposta, nel decreto Asset includono specifiche disposizioni per la trasparenza dei prezzi praticati sui voli nazionali – ha detto Salvini al question time – Il Garante dei prezzi sta monitorando i prezzi dei voli su alcune direttrici nazionali, e da tale monitoraggio risulta che nel mese di giugno 2024 i prezzi medi dei voli con partenza dalle isole sono invariati o tendenzialmente in alcuni casi più bassi di quelli relativi al 2023» (Fonte: Agenzia Dire e mit.gov.it)
«Attendiamo inoltre entro la fine dell’anno – ha proseguito Salvini – i risultati dell’indagine dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato sulle dinamiche di mercato relative al trasporto aereo passeggeri per Sicilia e Sardegna».
Codacons: i rincari dei voli per Sicilia e Sardegna sono soprattutto ad agosto
Non è proprio così secondo le associazioni dei consumatori.
Il Codacons spiega infatti che il fenomeno del caro voli con i rincari delle tariffe si concentra soprattutto nel mese di agosto, in piena stagione estiva, quando aumentano le partenze dei cittadini.
Spiega il presidente Carlo Rienzi: «I rincari dei voli interessano i collegamenti dall’Italia per gli scali della Sicilia e della Sardegna, e riguardano principalmente i biglietti per le partenze effettuate nel mese di agosto. Il fenomeno del caro-voli non si accentua infatti a giugno, poiché è un problema tipico dei periodi in cui si intensificano le partenze degli italiani, come nel mese di agosto o durante le feste natalizie. Non a caso quest’anno chi ha acquistato un biglietto aereo per volare nei giorni centrali di agosto verso gli aeroporti della Sicilia e della Sardegna ha pagato fino al 20% in più rispetto al 2023, e il governo avrebbe fatto meglio ad attivarsi con largo anticipo per bloccare algoritmi e speculazioni che fanno lievitare in modo artificioso i prezzi del trasporto aereo».
In corso l’indagine Antitrust
Nel novembre 2023 l’Antitrust ha avviato un’indagine conoscitiva sugli algoritmi di prezzo nei voli passeggeri verso Sicilia e Sardegna che si concluderà a dicembre di quest’anno.
L’Autorità garante della concorrenza ha dunque acceso un faro sull’uso degli algoritmi di prezzo nel trasporto aereo passeggeri sulle rotte di collegamento tra la penisola e la Sicilia e la Sardegna, caratterizzate da particolari esigenze di mobilità e da picchi di domanda in estate e a Natale. L’indagine si chiuderà il 31 dicembre 2024 e riguarderà i possibili effetti negativi sul funzionamento del mercato e sull’offerta ai consumatori legati all’uso degli algoritmi di prezzo, che variano i costi in funzione di diversi altri fattori. L’Antitrust approfondirà inoltre approfondirà il modo in cui sono comunicati al pubblico i costi dei biglietti aerei. Alla base c’è appunto la rilevazione di livelli di prezzo alti in corrispondenza dei picchi di domanda.
UNC: “Decreto algoritmi, effetto nullo sui prezzi dei voli”
Sulla questione dei prezzi dei voli e degli algoritmi interviene anche l’Unione Nazionale Consumatori, che considera un “fallimento” il decreto sugli algoritmi.
«Il decreto legge dello scorso agosto sugli algoritmi dei voli aerei ha avuto finora un effetto nullo sui prezzi dei voli – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – È vero, infatti, che i prezzi sono calati rispetto allo scorso anno, ma non solo quelli per la Sicilia e la Sardegna, bensì ovunque. Anzi, quelli nazionali sono diminuiti meno di quelli internazionali».
Rispetto a maggio però i prezzi sono aumentati, prosegue l’associazione, che nota come a oggi vi sia solo l’indagine in corso dell’Antitrust.
Conclude Dona: «Considerato che il decreto legge 10 agosto 2023, n. 104, come convertito dalla Legge 9 ottobre 2023, n. 136, vieta, non solo per le rotte di collegamento con le isole ma ovunque durante i periodi di picco di domanda, l’utilizzo di procedure automatizzate di determinazione delle tariffe basate su attività di profilazione web dell’utente o sulla tipologia dei dispositivi elettronici utilizzati per le prenotazioni, quando esso comporta un pregiudizio al comportamento economico dell’utente, è evidente che se ad oggi c’è solo un’indagine conoscitiva dell’Antitrust, che si concluderà a fine anno, una volta concluse le ferie, l’effetto pratico di quel decreto è ad oggi pari a zero».
