PREZZI. Adiconsum: “I dati dell’inflazione testimoniano poca attendibilità dell’Istat”

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Ancora una volta l’Istat non perde occasione per far diminuire la propria credibilità tra i consumatori. A sottolinearlo è Adiconsum che precisa: "L’Istituto Nazionale di Statistica ha diffuso oggi i dati relativi ai prezzi alla produzione e ai prezzi al consumo: appare poco credibile che i primi (+3,6% tendenziale) siano quasi il doppio (+2,0% tendenziale) rispetto ai secondi".

Visto l’enorme corsa del costo del greggio e dei relativi aumenti dei combustibili e dell’energia, continua l’associazione, per settembre ci attendiamo una ulteriore stangata sulle famiglie. Già oggi il potere d’acquisto delle famiglie è stato tagliato di circa 4-600 euro su base annua: negli ultimi 12 mesi infatti la benzina è aumentata del 10,6%, il gasolio da autotrazione del 21% e il gasolio da riscaldamento del 16,8%.

Secondo l’Adiconsum: "La bolletta per l’elettricità dovrebbe registrare un aumento del 5-6%.Poiché le retribuzioni e le pensioni hanno avuto aumenti ben inferiori (secondo l’Istat la retribuzione lorda media per dipendente è aumentata dell’1,5%), la prospettiva che si apre è quella di un ulteriore taglio dei consumi, già oggi denunciato nel settore del commercio, nella percorrenza chilometrica e sul carrello della spesa. Per impedire un’altra riduzione dei consumi è opportuno che il Governo operi per un congelamento delle tariffe andando ad eliminare quegli oneri e quelle rendite che pesano sui vari carburanti".

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