Ecommerce, da domani scatta la tassa di 3 euro sui pacchi low cost

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Da domani scatta una tassa di 3 euro sui pacchi low cost di valore inferiore a 150 euro che arrivano via ecommerce da Paesi extra Ue. Codacons: costerà 17,7 miliardi ai cittadini europei

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Da domani scatta la tassa da 3 euro sui piccoli pacchi low cost (Foto Pixabay)

Da domani scatterà una tassa di 3 euro sui pacchi low cost che arrivano via ecommerce da paesi extra Ue. Viene dunque abolita l’esenzione doganale sui piccoli pacchi di valore inferiore ai 150 euro in ingresso nell’Ue. A essere colpite saranno le piccole spedizioni che arrivano da Temu, Shein e dalle piattaforme low cost che alimentano gran parte del business online e che, negli ultimi anni, hanno avuto una enorme crescita.

Il dazio di 3 euro sarà transitorio, varrà per due anni come passaggio  verso la riforma delle dogane Ue nel 2028. “Il dazio di 3 € sarà applicato a ciascun articolo, in base alla rispettiva voce tariffaria, contenuto in una spedizione”, ha spiegato il Consiglio. Questo significa che sul pacco in arrivo, se i prodotti acquistati sono di diversa categoria merceologica, il tributo potrà aumentare.

“La nuova tassa europea dispiega i suoi effetti sul singolo articolo, in base alla “classificazione tariffaria”. Ipotizzando, per esempio, l’acquisto di 5 magliette sullo stesso portale online (extra-Ue) rimanendo sotto la soglia dei 150 euro, verrebbe applicato un unico tributo da 3 euro. Al contrario, optando per l’acquisto di una maglietta e di un orologio, bisognerebbe mettere in conto un dazio da 6 euro in quanto verrebbe applicato su due articoli differenti”. (SkyTg24).

Il boom dell’ecommerce low cost

Sarà la fine o il ridimensionamento delle spedizioni a poco prezzo che arrivano dell’estero?

Secondo la Commissione europea, nel 2024 circa 4,6 miliardi di spedizioni di basso valore sono entrate nel mercato dell’UE per un totale di 12 milioni di pacchi al giorno. Nel 2024, il 91% di tutti i piccoli pacchi ecommerce extra Ue fino a 150 euro di valore in arrivo nell’Ue veniva dalla Cina, con un volume più che raddoppiato tra il 2023 e il 2024, che è passato da 1,9 miliardi a 4,17 miliardi di articoli. L’impennata coincide proprio con la crescita di alcuni marketplace che si sono affermati in breve tempo fra i consumatori europei, come Temu e Shein, cresciuti in modo esponenziale. Una crescita, ha spiegato la Commissione, alimentata da “pubblicità online pervasiva, prezzi bassi e consegna ultraveloce”.

Alla base della misura, le istituzioni europee adducono ragioni legate alla concorrenza ma anche ai rischi per i consumatori. Secondo il Consiglio, il dazio doganale di 3 euro sui pacchi low cost di valore inferiore a 150 euro“risponde al fatto che attualmente tali pacchi entrano nell’UE in esenzione da dazi, il che comporta una concorrenza sleale per i venditori europei, rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori, elevati livelli di frode e preoccupazioni ambientali”.

Codacons: un balzello da oltre 17 miliardi di euro

Secondo il Codacons, alla tassa si aggiungerà l’Iva al 22%, con un costo complessivo che diventerà di 3,66 euro a pacco o ad articolo. La tassa sui piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro, denuncia l’associazione, “costerà ai cittadini europei la bellezza di 17,7 miliardi di euro l’anno”. E si applicherà non su ogni pacco ma su ogni singolo articolo acquistato online da Paesi extra-Ue.

“Nell’ ultimo anno sono entrati in Europa 5,9 miliardi di pacchi di importo inferiore ai 150 euro, spedizioni in arrivo da Paesi terzi che fino ad oggi non erano soggetti al dazio – spiega il Codacons – Secondo i chiarimenti forniti dalla Commissione Europea il dazio fisso sarà applicato per articolo merceologico e non per pacco e sarà in vigore fino al 1° luglio 2028, data in cui diventa operativo l’hub dati doganali dell’Ue per il commercio elettronico. Questo significa che se un pacco contiene una maglietta di lana di una di cotone, trattandosi di due categorie merceologiche diverse, il consumatore dovrà pagare due volte il balzello per un totale di 6 euro. Cui andrà aggiunta anche l’Iva”.

Le merci inviate da un fornitore extra Ue allo stesso consumatore, anche se giunte a destinazione nello stesso giorno, saranno inoltre considerate spedizioni separate se oggetto di più ordini o consegne. Tutto questo a scapito della convenienza economica di quei mini ordini da pochi euro che, a questo punto, potrebbero rincarare notevolmente.

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