Tassa sui pacchi extra-Ue sotto i 150 euro, via libera dai ministri Ue (Foto Nataliya Vaitkevich per Pexels)
Tassa sui pacchi extra-Ue sotto i 150 euro, via libera dai ministri Ue
I ministri dell’Economia dell’Ue hanno approvato la misura che abolisce le deroghe sui dazi per i pacchi extra-Ue di piccolo importo, sotto i 150 euro di valore
Si va verso una tassazione da uno o due euro sui piccoli pacchi low cost che arrivano ai consumatori dall’ecommerce mondiale. I ministri dell’Economia dell’Unione Europea, riuniti all’Ecofin, hanno approvato la misura che abolisce le deroghe sui dazi per i pacchi acquistati da piattaforme extra-Ue sotto i 150 euro di valore. L’iniziativa potrebbe portare un importo di circa uno o due euro a pacco. L’entrata in vigore della misura dovrebbe essere anticipata al 2026 (dal 2028 iniziale).
Piccoli pacchi, il boom dell’ecommerce via Shein e Temu
L’abolizione delle deroghe sui pacchi extra-Ue di piccolo importo, sotto i 150 euro di valore, dovrebbe contrastare la diffusione della moda ultra fast e contrastare l’arrivo di prodotti a bassissimo costo. Come si legge sul Sole 24 Ore, “la misura, che potrebbe portare un “extra importo” di uno o due euro a pacco, è stata sostenuta in modo particolare da Italia e Francia, due dei più noti produttori europei di moda, perché dovrebbe aiutare a contrastare il fenomeno dell’ultra fast fashion e cioè la vendita di prodotti a bassissimo costo attraverso piattaforme ecommerce con sedi in Estremo Oriente (tra cui Shein e Temu)”.
A febbraio 2025 la Commissione europea aveva parlato di un aumento vertiginoso di beni importati via ecommerce: nel 2024 sono quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente. In media ogni giorno arrivano 12 milioni di piccoli pacchi.
Nella comunicazione “E-commerce communication: A comprehensive EU toolbox for safe and sustainable e-commerce”, pubblicata a febbraio 2025, la Commissione evidenziava che l’ecommerce è parte integrante del modo in cui i consumatori fanno acquisti online. Il 70% degli europei acquista regolarmente prodotti online, sia dagli e-shop dei venditori che attraverso i marketplace online, che negli ultimi anni hanno registrato una significativa crescita. “Le offerte sui mercati online – si legge nella comunicazione – includono un’ampia gamma di prodotti, spesso resi attraenti per i loro prezzi bassi e il processo di acquisto semplice, con consegna rapida ed economica”.
La Commissione rileva poi che “i beni del commercio elettronico importati direttamente dai consumatori nell’UE sono aumentati negli ultimi tempi anni e si prevede che continueranno a crescere in volume a un ritmo rapido, beneficiando l’attuale esenzione dal dazio per gli invii di valore modesto (fino a 150 EUR)”.
L’anno scorso circa 4,6 miliardi di spedizioni di basso valore, vale a dire merci con un valore non superiore a 150 euro, sono entrate nel mercato dell’UE per un totale di 12 milioni di pacchi al giorno. È il doppio rispetto al 2023 (2,4 miliardi) e il triplo rispetto al 2022 (1,4 miliardi).
Nel 2024, il 91% di tutti i piccoli pacchi ecommerce extra Ue fino a 150 euro di valore in arrivo nell’Ue veniva dalla Cina, con un volume più che raddoppiato tra il 2023 e il 2024, che è passato da 1,9 miliardi a 4,17 miliardi di articoli. L’impennata coincide proprio con la crescita di alcuni marketplace che si sono affermati in breve tempo fra i consumatori europei.
“Temu e SHEIN, in particolare, sono cresciuti in modo esponenziale nel mercato dell’UE, raggiungere oltre 75 milioni di utenti nell’UE nell’arco di pochi mesi nel 2024 – si legge ancora nella comunicazione – Alimentata da pubblicità online pervasiva, prezzi bassi e consegna ultraveloce, l’offerta di prodotti attraverso tali mercati online ha a sua volta generato una forte domanda”.
Le critiche dei consumatori
Critici sono i primi commenti delle associazioni dei consumatori. Per il Codacons la tassa sui pacchi si tradurrà in “una stangata da 9,2 miliardi di euro all’anno sulle tasche dei consumatori europei”.
“Solo nel 2024 sono entrati in Europa 4,6 miliardi di pacchi provenienti da Paesi extra-Ue, di cui il 91% dalla Cina – analizza il Codacons – Qualsiasi tassazione su tali spedizioni sarà scaricata sugli acquirenti finali, che dovranno quindi sostenere costi più elevati per i propri ordini online. Nell’ipotesi di una tassa da 2 euro sui pacchi sotto i 150 euro di valore, i consumatori europei andrebbero incontro ad una maggiore spesa da complessivi 9,2 miliardi di euro all’anno, considerato l’attuale volume delle spedizioni verso i Paesi Ue”.
“No a dazi sui pacchi – afferma il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – I dazi danneggiano sempre i consumatori, costretti a pagare prezzi artificiosamente maggiorati per colpa di una decisione politica protezionistica, in barba al libero mercato e alla concorrenza.
“Se il commercio al dettaglio è nei guai – prosegue Dona – non è certo per colpa dei pacchi sotto i 150 euro che arrivano dalla Cina, ma perché le famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e sono costretti a stringere la cinghia persino negli acquisti dei prodotti alimentari. È questo il vero problema, i cui effetti sono un calo delle vendite al dettaglio e la continua ricerca del prezzo più basso, talvolta, purtroppo, anche a scapito della qualità dei prodotti”.
Quanto all’accusa di concorrenza sleale, Dona aggiunge che “se ci sono prodotti che, ad esempio, imitano illegalmente quelli dei nostri marchi, vanno impedite le importazioni, non renderli un po’ più cari con un dazio, sanzionando le piattaforme e non multando i consumatori ignari”.

