Prodotti cosmetici e rischi per la salute, BEUC: l’UE indebolisce la tutela dei consumatori
Secondo il BEUC l’accordo raggiunto dal Consiglio e dal Parlamento Ue sulle sostanze nocive nei prodotti cosmetici indebolisce la tutela dei consumatori: “le aziende beneficeranno di tempi più lunghi per ritirare dal mercato i prodotti cosmetici contenenti ingredienti potenzialmente dannosi”
Prodotti cosmetici e rischi per la salute, BEUC: l'UE indebolisce la tutela dei consumatori (foto Pixabay)
La settimana scorsa i negoziatori del Consiglio e del Parlamento hanno raggiunto un accordo politico sul pacchetto “omnibus VI” della Commissione, volto a semplificare le disposizioni relative ai prodotti cosmetici, alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze chimiche (CLP) e ai prodotti fertilizzanti.
Secondo il BEUC, tale accordo indebolirà le tutele per i consumatori contro le sostanze chimiche nocive presenti nei cosmetici.
“Con questo accordo volto a semplificare le normative UE in materia di sostanze chimiche – spiega il BEUC in una nota – le aziende beneficeranno di tempi più lunghi per ritirare dal mercato i prodotti cosmetici contenenti ingredienti potenzialmente cancerogeni, che causano mutazioni genetiche o che danneggiano la salute riproduttiva. Questi tempi prolungati ridurranno inevitabilmente la protezione dei consumatori e potrebbero comportare rischi per la salute evitabili, ad esempio nei casi in cui i consulenti scientifici dell’UE non siano in grado di confermare la sicurezza di tali ingredienti”.
Il BEUC ricorda che la proposta della Commissione prevedeva tempistiche di 57 mesi (quasi cinque anni) per la rimozione dei prodotti contenenti sostanze chimiche nocive, anziché i 18 mesi attuali. Le istituzioni dell’UE hanno invece concordato un approccio a tre livelli con scadenze più brevi, ma comunque più lunghe di quelle odierne.
Prodotti cosmetici, l’accordo di Consiglio e Parlamento Ue
I legislatori – si legge in una nota del Parlamento Ue – hanno concordato di eliminare gradualmente i cosmetici contenenti sostanze CMR (cancerogene, mutagene e reprotossiche) vietate più rapidamente di quanto proposto dalla Commissione. Qualora una sostanza non sia giustificata per l’uso continuato, le aziende avranno – una volta entrato in vigore il divieto – 6 mesi per interrompere l’immissione sul mercato dei prodotti interessati e 12 mesi prima che non possano più essere resi disponibili – a differenza dei 12 e 24 mesi previsti dalla Commissione, sebbene comunque più lunghi delle norme attuali, che non prevedono una transizione graduale.
Le aziende che desiderano continuare a utilizzare una sostanza avranno fino a 12 mesi dalla sua nuova classificazione per richiedere una deroga, e il periodo di eliminazione graduale inizierà solo dopo che tale richiesta sarà stata decisa. Se la deroga viene rifiutata per motivi di sicurezza, l’azienda avrà 3 mesi per interrompere l’immissione dei prodotti sul mercato e 9 mesi prima che non possano più essere resi disponibili. Se il rifiuto è dovuto alla disponibilità di un’alternativa idonea, i termini saranno rispettivamente di 24 e 36 mesi.
“Purtroppo, questo accordo significa che dentifrici, deodoranti e rossetti contenenti ingredienti tossici rimarranno più a lungo nelle case dei consumatori – ha commntato Agustín Reyna, direttore generale del BEUC. – Questa è una pessima notizia, considerando che oltre quattro consumatori su cinque nell’UE sono preoccupati per l’impatto delle sostanze chimiche nocive sulla loro salute e sull’ambiente. Il lato positivo è che le istituzioni europee sono riuscite a evitare il peggio, dato che l’accordo finale elimina i punti più problematici della proposta iniziale”.
I colegislatori hanno inoltre deciso di non esentare le sostanze CMR in base all’esposizione orale o per inalazione, come altrimenti proposto dalla Commissione, e hanno reintrodotto l’obbligo di notificare alla Commissione i prodotti cosmetici contenenti nanomateriali prima della loro immissione sul mercato, e non più con 6 mesi di anticipo come avviene attualmente.
Per accelerare la sostituzione delle sostanze pericolose nei prodotti cosmetici, la Commissione elaborerà un orientamento che specificherà l’analisi delle alternative un anno dopo l’entrata in vigore della presente legislazione.
