“Puppy yoga” vietato in Italia. LNDC Animal Protection: “Continueremo a rimanere vigili”

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Le sedute di “puppy yoga” non possono essere più erogate. Le nuove linee guida del Ministero della Salute sulle attività assistite ammetteranno solo l’impiego di animali adulti

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Vietato il “puppy yoga” in Italia, illegale secondo il ministero (Foto Pixabay)

Il Ministero della Salute ha emesso una nota ufficiale: vietato il cosiddetto “Puppy Yoga” in tutto il paese, la pratica è illegale e contraria alle Linee Guida Nazionali sugli Interventi Assistiti con Animali (IAA). La nuova nota emessa dalle istituzioni segue le denunce sollevate da LNDC Animal Protection, organizzazione impegnata nella tutela degli animali, dopo che la pratica è stata portata alla ribalta da un servizio di Striscia la Notizia.

“Gli interventi assistiti con animali (IAA) non possono essere fatti con cuccioli ma solo con soggetti adulti, condizione necessaria per tutelare la loro salute e il loro benessere”, ha confermato in una nota scritta il Ministero della Salute in seguito alle azioni legali di LNDC Animal Protection.

Che cos’è il puppy yoga?

Secondo quanto riportato dalla LNDC Animal Protection, la pratica del Puppy Yoga consisteva nel coinvolgimento di cuccioli di cani di poche settimane di vita con finalità ludico-ricreative e di socializzazione volto al miglioramento della qualità di vita e al benessere della persona.

Le immagini trasmesse dal programma televisivo hanno mostrato scene inquietanti di cuccioli esposti a condizioni non idonee, e molti di loro avevano solo 42 giorni di vita, un’età in cui è altamente probabile che non avessero ancora nemmeno completato la profilassi vaccinale.

L’impatto negativo sul benessere degli animali

La pratica del Puppy Yoga è stata condannata non solo per il suo impatto negativo sul benessere degli animali coinvolti, ma anche per la violazione delle norme e dei principi etici che dovrebbero guidare la relazione tra esseri umani e animali. Le sedute, quindi, non possono essere più erogate e le nuove linee guida nazionali sulle attività assistite ammetteranno solo l’impiego di animali adulti senza lasciare spazio a interpretazioni diverse.

LNDC Animal Protection ha sottolineato che la pratica del Puppy Yoga non sarebbe stata possibile senza la complicità di alcuni allevatori, che avrebbero dovuto seguire le normative di legge e rispettare i principi etici per garantire il benessere dei loro animali. Tuttavia, sembra che molti di loro abbiano trascurato queste responsabilità in nome del profitto, mettendo a rischio la salute e il benessere dei cuccioli.

LNDC Animal Protection ha inoltre sottolineato in questo mese anche la necessità di fare un passaggio di consapevolezza culturale: “mode come il Puppy Yoga prendono piede velocemente e molte persone spesso non si interrogano se la natura e l’età dell’animale siano idonee o meno e se vengano rispettate le loro esigenze primarie”, ha argomentato inoltre la presidente dell’associazione Piera Rosati.

“Per questo chiediamo ai cittadini, così come alle Asl, di vigilare e segnalare tempestivamente in tutta Italia alle autorità competenti attività analoghe perché possano essere subito bloccate. Lo yoga, almeno in linea teorica, non dovrebbe essere solo una pratica di solo esercizio fisico ma anche spirituale, alla ricerca dell’armonia con l’universo, ma questa armonia e questo benessere non sono concessi ai cuccioli che vengono usati come oggetti per fare business. Continueremo a rimanere vigili su questo fronte e a combattere sempre verso ogni forma di maltrattamento e sfruttamento di animali”.

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