Rapporto Germanwatch 2017, Legambiente: Italia 16a ma aumentano le emissioni

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L’Italia rimane saldamente al 16° posto della classifica internazionale sulle performance climatiche, contenuta nel Rapporto Germanwatch presentato oggi a Bonn nel corso della conferenza sul clima. Nella Penisola, però, crescono le emissioni di CO2 e si sconta la mancanza di una politica climatica adeguata. La strada per contrastare in maniera efficace i cambiamenti climatici e contribuire a mantenere e rendere concreti gli impegni presi con gli Accordi di Parigi è quindi ancora in salita.

Anche quest’anno, nessun paese si attesta in una delle prime tre posizioni, in quanto nessuno di questi ha raggiunto la performance necessaria per mantenere le emissioni globali ben al di sotto della soglia critica dei 2°C, secondo quanto previsto dall’Accordo sul clima di Parigi. Ad aprire così la graduatoria, è la Svezia, al 4° posto, con un’ottima performance nella riduzione delle emissioni pro-capite nel periodo 2010-2015, consentendole così di essere sulla buona strada per rispettare gli obiettivi di Parigi.

Segue la Lituania (5°) con un livello di emissioni anch’essa in linea con Parigi, ma che negli ultimi anni ha registrato un preoccupante aumento delle emissioni. E poi il Marocco (6°) che consolida la sua leadership in Africa, grazie ai considerevoli investimenti nelle rinnovabili e agli ambiziosi impegni assunti (riduzione del 32% del trend attuale delle sue emissioni entro il 2030) nell’ambito dell’Accordo di Parigi.

Una new entry quest’anno in graduatoria è l’Unione Europea che, nel suo insieme, si posiziona solo al 21° posto per la divergente performance dei suoi Stati membri. Legambiente ricorda che l’Europa, sulla base delle raccomandazioni dell’UNEP, deve aumentare il suo obiettivo di riduzione delle emissioni al 55% per contribuire a mantenere la temperatura globale al di sotto dei 2°C ed almeno al 58% per cercare di limitarne l’aumento non oltre l’1,5°C. Obiettivo ambizioso ma possibile. Se si guarda, infatti, alla traiettoria delle emissioni in Europa dal 2008 – inizio degli impegni del Protocollo di Kyoto – al 2015 le emissioni sono diminuite del 2% circa l’anno. Solo continuando con lo stesso tasso di riduzione annua nel 2030 si raggiungerebbe una riduzione del 50-58%.

“L’Europa”, dichiara Mauro Albrizio, responsabile politiche europee Legambiente, “deve dimostrare con i fatti che la sua leadership globale non si limita sola alla diplomazia climatica, ma deve riguardare anche i suoi impegni attuali di riduzione delle emissioni, rivedendo gli obiettivi del pacchetto clima-energia 2030 e dando così un segnale forte. Tutti i governi europei sono chiamati a fare la loro parte, Italia compresa”.

L’adozione della nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) che fissa al 2025 l’abbandono del carbone, non è sufficiente. “Ora la sfida sta nel portare avanti le scelte con politiche coerenti per tradurre in realtà la promessa di Parigi e accelerare la transizione fondata su efficienza energetica e rinnovabili”.

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