Rapporto mensile ABI: a febbraio migliorano prestiti e mutui ma raccolta in calo

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Nel mese di febbraio le banche italiane hanno prestato 150 miliardi di euro in più di quello che hanno raccolto dalla loro clientela. Nel Rapporto mensile di ABI si legge infatti che l’ammontare dei prestiti erogati è stato pari a 1.826,8 miliardi, contro i 1.678,2 miliardi raccolti.
I depositi bancari aumentano di 44,5 miliardi di euro rispetto all’anno precedente: su base annua, +3,5% in lieve accelerazione rispetto al +3,3% di gennaio), mentre diminuisce la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni. A febbraio 2016, quest’ultima segnava una diminuzione del -14,4%, in valore assoluto di 62,3 miliardi di euro. L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) registra a febbraio 2016 una variazione pari a -1%. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.678,2 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di circa 165,5 miliardi.
Il totale dei prestiti concessi a famiglie e imprese ha così assunto una variazione positiva dello 0,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nel confronto con il mese di gennaio, invece, risulta positiva, inoltre, la variazione dei prestiti erogati a economia e pubblica amministrazione che segna un +0,6%, rispetto al -0,2% del mese di gennaio.
Si conferma in ripresa anche il mercato dei mutui, il cui andamento segna un incremento dello 0,8% rispetto al dato rilevato a fine gennaio 2015. Circa due terzi dei mutui erogati è a tasso fisso e l’interesse applicato per operazioni di acquisto di nuove abitazioni si è attestato al 2,4%, toccando il minimo storico dall’inizio della crisi ad oggi (5,72% nel 2007). Anche per i prestiti alle imprese il tasso di interesse è in diminuzione sia per quanto riguarda il mese precedente (3,2% contro il 3,25%) sia rispetto alla fine del 2007 quando era pari al 6,18%.
Dopo la novità introdotta nello scorso rapporto che ha eliminato il dato relativo alle sofferenze lorde, ritenuto forviante dal vicedirettore di ABI, Gianfranco Torriero, a fine gennaio 2016, le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni effettuate dalle banche) sono pari a 83,6 miliardi, in calo di circa 5 miliardi rispetto a dicembre 2015.

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