Riconoscimento facciale su smartphone, Altroconsumo: fallisce una volta su quattro

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Riconoscimento facciale, i titolari di smartphone e tablet non sono così al sicuro. Uno di Altroconsumo dimostra che 15 modelli su 59 possono essere ingannati con l’uso di una fotocamera

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Riconoscimento facciale, studio Altroconsumo: fallisce su uno smartphone su quattro (Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/geralt-9301/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4791810">Gerd Altmann</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4791810">Pixabay</a>)

Accesso a informazioni sensibili e furto di denaro: sono solo alcuni dei dati che chiunque può avere ingannando il riconoscimento facciale di un cellulare. I titolari di smartphone e tablet non sono così al sicuro: uno studio condotto da Altroconsumo dimostra che 15 modelli su 59 possono essere ingannati con l’uso di una fotocamera.

Al giorno d’oggi quasi tutti gli smartphone hanno uno sblocco di sicurezza con il riconoscimento facciale. Questo servizio può sembrare sicuro per gli acquirenti ma non è così.

«Nel 25,4% dei casi di riconoscimento facciale -afferma Altroconsumo- il sistema di sicurezza biometrico che sblocca il telefono quando si avvicina alla telecamera il volto del proprietario, è facilmente aggirabile con una semplice fotografia».

Inoltre ,sono molti i cellulari facilmente ingannabili dagli smartphone di fascia medio-bassa a quelli top di gamma che arrivano a costare fino a €900.Un dato, quindi, sconcertante dato che i rischi sono molti: prelievi di denaro su app di internet banking senza che il titolare se ne accorga, accesso a documenti personali del proprietario e a fotografie private.

Pin lunghi e autentificazione a due fattori le soluzioni

Cosa fare dunque per migliorare la sicurezza del proprio cellulare? In primo luogo, dobbiamo sapere che la maggior parte degli smartphone ha anche altri sistemi di sicurezza oltre al riconoscimento facciale. Password e pin possono sempre essere ineriti per avere maggiori tutele (in generale i codi lunghi sono i più sicuri). Ma non basta. Infatti, inserire un codice pin o password non può evitare di perdere dati bancari e le informazioni nelle chat. Perciò, impostare l’autentificazione a due fattori (cioè, un codice numerico segreto che l’applicazione chiede di digitare prima di aprirsi) per app come WhatsApp, Instagram e Facebook si rivela decisivo per la sicurezza dei propri dati.

Inoltre, nell’app portafoglio (presente in quasi tutti i cellulari) è possibile inserire un secondo blocco non solo tramite pin ma anche con scansione dell’iride. Infine, si può disattivare la funzione NFC (funzione che permette di scambiare i dati tra due dispositivi che si trovano a breve distanza) quando il telefono è bloccato in modo da evitare pagamenti in contactless inavvertitamente prima di sbloccare il dispositivo. L’utente può disattivare quest’opzione nelle impostazioni generali.

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