Riforma del condominio, chi è in regola pagherà per i morosi?
Approda alla Camera la proposta di riforma del condominio. Fra le novità la previsione che in caso di morosità pagherebbero anche i condomini in regola. Assoutenti: “Incostituzionale”
Riforma del condominio, il caso morosità (Foto Pixabay)
In caso di morosità di un condòmino, la responsabilità ricade sull’intero condominio. E dunque anche su chi è in regola con i pagamenti, perché i creditori potranno agire anche nei loro confronti. È questo uno dei passaggi più contestati del progetto di riforma del condominio approdato in Parlamento. Alla Camera è infatti arrivato il disegno di legge di riforma della normativa sui condomini, presentato da Fratelli d’Italia a prima firma Gardini, che contiene diverse novità e alimenta già le polemiche fra operatori del settore e associazioni. Assoutenti è subito intervenuta parlando di misure sbagliate e incostituzionali. Le novità “introdurranno nuovi costi in capo ai condomini e incentiveranno morosi a non regolarizzare la propria posizione”, denuncia l’associazione.
Cosa prevede la riforma del condominio: il caso morosità
Il ddl sulla riforma interviene sulla figura dell’amministratore di condominio e prevede che debba avere una laurea, anche triennale, in materie giuridiche, economiche o tecnico-scientifiche, con l’istituzione di un elenco ufficiale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. 7
Il progetto di riforma prevede inoltre l’abbandono dei contanti. I pagamenti dovranno transitare dai conti correnti e ci sarebbe un rafforzamento della disciplina dei rendiconti annuali, con la previsione di un revisore condominiale quando i condomini sono più di venti. “ Tutti i pagamenti effettuati per conto del condominio e in favore del condominio, sono eseguiti su specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio medesimo”(Fonte: Rainews).
Di sicuro l’elemento più critico è lo spostamento della morosità sull’intera collettività. Come spiega Fanpage, “in caso di insolvenza, imprese e professionisti non dovranno più limitarsi ad agire esclusivamente nei confronti dei morosi certificati dall’amministratore. Se il disegno di legge verrà approvato, potranno attingere direttamente alle risorse presenti sul conto corrente condominiale e, se necessario, rivalersi anche sui condòmini in regola. Una misura che rafforza la certezza dei crediti e tutela chi lavora per il condominio, ma che introduce anche un principio di responsabilità collettiva destinato a far discutere, perché il peso delle morosità rischia di ricadere sull’intera comunità condominiale”.
In caso di morosità, la riforma prevede che “i creditori possono agire sulle somme disponibili sul conto corrente condominiale per l’intero credito vantato e, in via sussidiaria, sui beni dei condomini nella misura della morosità di ciascuno”. Per il residuo debito, dopo l’infruttuosa escussione dei morosi, i “creditori possono agire nei confronti dei condomini in regola con i pagamenti, i quali rispondono in proporzione alla quota di partecipazione alla spesa e hanno azione di regresso contro i morosi per quanto ancora dovuto da ciascuno di essi”(Rainews).
Assoutenti: misure sbagliate e incostituzionali
Da qui la bocciatura di Assoutenti: “La proposta di riforma dei condomìni contiene misure totalmente sbagliate che sollevano profili di forte criticità costituzionale, faranno salire i costi in capo agli utenti e incentiveranno i condòmini morosi a non regolarizzare la propria posizione”.
L’associazione chiede al Parlamento di eliminare ogni forma ogni forma di responsabilità collettiva per la morosità individuale e garantire la libertà di scelta nei metodi di pagamento.
«In particolare riteniamo incostituzionale la previsione secondo cui, in caso di morosità di uno o più condòmini, le conseguenze economiche debbano ricadere sull’intero condominio – spiega il presidente Gabriele Melluso – Un simile meccanismo viola principi fondamentali dell’ordinamento, a partire da quello della responsabilità personale sancito dall’art. 27 della Costituzione, e introduce una forma di responsabilità collettiva che non trova alcun fondamento giuridico né equitativo. I condòmini in regola con i pagamenti non possono essere chiamati a rispondere delle inadempienze altrui, e una simile misura incentiva i morosi a non pagare i propri debiti, nella consapevolezza che le inadempienze saranno scaricate sui vicini di casa».
L’associazione contesta poi l’impostazione che favorisce i soli pagamenti digitali e “ritiene invece indispensabile il mantenimento di un doppio canale di pagamento, sia digitale sia in contante. Questa scelta non è un arretramento, ma una misura di civiltà e inclusione sociale, necessaria per non penalizzare le fasce più fragili della popolazione, considerato che una fetta non indifferente di cittadini, specie anziani, hanno ancora difficoltà con i pagamenti digitali”.
