Rincari, le AACC chiedono misure concrete. Oggi l’incontro con il ministro Urso

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Le associazioni dei consumatori hanno incontrato il ministro Urso e hanno proposto un pacchetto di misure a sostegno delle famiglie, per contrastare l’impatto dei rincari

Rincari, le AACC chiedono misure concrete. Oggi l'incontro con il ministro Urso

Rincari, le AACC chiedono misure concrete. Oggi l'incontro con il ministro Urso (foto Pixabay)

Questa mattina le associazioni a tutela dei consumatori riunite nel Cncu hanno incontrato il ministro dell’Impresa e del Made in Italy, Adolfo Urso, per presentare una serie di proposte utili a difendere il potere d’acquisto delle famiglie e a contrastare i rincari. Un’occasione per discutere anche del paniere anti-inflazione.

Rincari e potere d’acquisto, AACC: il paniere anti-inflazione non basta

“Finalmente abbiamo potuto incontrare oggi il ministro Urso e confrontarci con lui sul paniere anti-inflazione e su quello che servirebbe davvero per ridurre i prezzi, avanzando con le altre associazioni proposte concrete – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – Non sono emersi elementi concreti di rilievo e non abbiamo ancora ricevuto il testo ufficiale del Patto anti-inflazione. Speriamo che almeno alcune delle richieste avanzate oggi vengano accolte dal Governo, considerato che molte sono a costo zero per le casse dell’erario”.

“Non basta mettere a disposizione sconti e prezzi calmierati, con modalità e criteri non esattamene chiari – commenta Federconsumatori. – Il carrello tricolore, così come è stato realizzato, sarà probabilmente inefficace, se non come spot pubblicitario. Anzi, più prossimo, forse, a una pubblicità ingannevole, visto che dalle nostre rilevazioni e dalle segnalazioni degli utenti emerge che molti esercizi aderenti non hanno dato alcuna rilevanza agli sconti né alla composizione del paniere, così aleatoria e non accompagnata, per esempio, da misure condizionali di supporto”.

Analogo il parere di Anna Rea, presidente di Adoc Nazionale, secondo cui “la lotta al caro vita è molto più complessa e non si risolve con un bollino tricolore. Un tema che riguarda non solo le famiglie sulla soglia della povertà, ma anche quelle con redditi medi, che sono disperate e si stanno impoverendo ulteriormente”.

“Le azioni necessarie per combattere l’inflazione vanno ben oltre l’impegno della grande distribuzione e delle imprese di produzione a non aumentare ancora o a scontare, da ottobre a dicembre, i prezzi di un pacchetto di beni su molti dei quali si è già registrato il raddoppio nell’ultimo anno – afferma il presidente nazionale di Confconsumatori Marco Festelli. – Ma nel contempo servono altre misure che riteniamo assai più efficaci (come la riduzione dell’Iva sul gas) ai fini del contrasto del carovita che sta mettendo a durissima prova le famiglie italiane”.

Rincari e potere d’acquisto, le proposte delle associazioni dei consumatori

Le associazioni hanno richiesto, quindi, al Governo interventi più incisivi e coraggiosi per sostenere le famiglie:

  1. reintrodurre per almeno sei mesi lo sgravio delle accise e degli oneri parafiscali sui  carburanti e sull’energia elettrica e il gas, utilizzando il maggior gettito Iva per fronteggiare l’atteso aumento continuo dei relativi prezzi, in attesa di una vera riforma di sistema che riconduca correttamente alla fiscalità generale gli oneri impropri che gravano eccessivamente sul pieno dei serbatoi e sulle bollette degli italiani.
  1. Prorogare il regime di maggior tutela per l’energia e il gas per un periodo congruo, utile a correggere le criticità rilevate all’avvio del mercato libero.
  1. Rafforzare ed estendere i bonus sociali e istituire un “Fondo contro la povertà energetica”.
  1. Rimodulare l’Iva sui generi di consumo fondamentali, sgravandoli in parte e alcuni del tutto, almeno temporaneamente.
  1. Difendere il potere d’acquisto dei redditi fissi, detassando il lavoro e rivalutando equamente le pensioni.
  1. Modificare l’articolo 4 del Regio DecretoLegge 20febbraio 1927, n. 222 in modo che anche le associazioni di consumatori riconosciute possano partecipare alle Commissioni comunali per la rilevazione dei prezzi e rendere obbligatoria la comunicazione e diffusione da parte dei Comuni delle variazioni dei prezzi e i prezzi medi, minimi e massimi dei principali beni e servizi di largo consumo sui loro siti internet, rendendoli noti ai cittadini sui principali mezzi d’informazione e comunque attraverso una App dedicata. Costituire, inoltre, osservatori provinciali presso le camere di commercio in coordinamento con “Mister prezzi”, coinvolgendo le associazioni dei consumatori e delle altre categorie.

 

Rincari
Foto Pixabay

 

  1. Innovare il quadro normativo, con il coinvolgimento degli esperti delle associazioni a tutela dei consumatorie delle autorità di vigilanza, per definire le fattispecie di condotta speculativa illecita degli operatori di mercato, introdurre correttivi di natura fiscale sugli extraprofitti e sugli aumenti eccessivi e immotivati nelle transazioni economiche tra operatori nelle filiere, che finiscono per ricadere sui prezzi al consumo, e per rafforzare coerentemente i poteri di indagine e di sanzione dell’Antitrust e del Garante dei prezzi.
  1. Rilanciare l’attività partecipativa del Cncu (in modo che venga coinvolto dal Governo preventivamente rispetto ai provvedimenti che riguardano tematiche consumeristiche) e rafforzare i poteri e l’attività della Commissione allerta rapida. 

“Siamo soddisfatti dell’esito della riunione, – commenta il presidente di Assoutenti Furio Truzzi – nel corso della quale è stata accolta la richiesta di Assoutenti e delle altre associazioni dei consumatori di istituire osservatori locali sui prezzi al dettaglio con il compito sia di monitorare in tempo reale l’andamento dei listini e segnalare con immediatezza anomalie e criticità, sia di verificare l’attuazione del paniere tricolore “salva-spesa”.

Mutui e rate

Infine, in tema mutui e rate, le AACC hanno chiesto di sterilizzare l’incremento delle rate dei mutui conseguenti al rialzo dei tassi Bce, avviando immediatamente il confronto anche tra Governo-banche-associazioni a tutela dei consumatori, anche al fine di riequilibrare il rapporto tra interessi passivi (pagati dai consumatori) e attivi (pagati dalle banche).

Secondo Federconsumatori “le misure introdotte dal Governo, anche laddove applicate (riceviamo moltissime segnalazioni di cittadini che denunciano dinieghi da parte degli istituti bancari), non sono sufficienti: sono necessari interventi straordinari, che prevedano la ridefinizione dei piani di ammortamento, in modo da rendere sostenibile la rata per i cittadini. Federconsumatori, in tal senso, sta studiando una proposta innovativa, che potrebbe riportare le rate dei mutui a tasso variabile su livelli accettabili, che non dovrebbe trovare troppe obiezioni da parte degli istituti bancari”.

Inoltre, il presidente nazionale di Confconsumatori Marco Festelli ha sollecitato il ministro Urso e il sottosegretario Bitonci “a un immediato intervento normativo per consentire a larga parte delle famiglie italiane di rinegoziare i propri mutui e finanziamenti anche nel caso di lievi ritardi nei pagamenti, così da rendere la rata sostenibile e sterilizzare il balzello della Bce. Una normativa emergenziale potrebbe sicuramente garantire sia le famiglie dei cittadini consumatori che le stesse banche”.

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