Risparmi in fumo, Confconsumatori: ecco cosa fare per recuperare fiducia
Come uscire dalla “spirale della sfiducia” davanti ai casi sempre più numerosi di risparmi andati in fumo per gli scandali finanziari e creditizi? È la domanda che si è posta Confconsumatori che, di fronte alla caduta di credibilità del sistema creditizio, ha elaborato una serie di proposte concrete – un vero e proprio decalogo – da sottoporre alle istituzioni per restituire dignità ai piccoli risparmiatori “traditi”. Numerose le richieste: Autorità di controllo più tempestive nell’accertamento delle anomalie gestionali nelle banche, una Procura speciale per i reati finanziari, sanzioni adeguate e un “semaforo del rischio” sui prospetti informativi sono solo alcune delle proposte presentate e rivolte alle Istituzioni.
Il documento è stato presentato nei giorni scorsi in occasione del convegno “Risparmi in fumo – come uscire dalla spirale della sfiducia”, organizzato da Confconsumatori nell’anno del suo Quarantennale e per la Giornata del Risparmio. Oltre dieci anni di azioni giudiziarie a fianco dei risparmiatori hanno permesso all’associazione di evidenziare bene quali sono i punti critici negli scandali finanziari che spesso finiscono per mandare in fumo i risparmi di una vita di intere famiglie: sono “l’abuso della fiducia dei risparmiatori, di norma non consapevoli dei contenuti dell’investimento; il depauperamento o la perdita dell’investimento; la mancanza di trasparenza sulla rischiosità dei titoli acquistati e sui costi, dichiarati e occulti, dei titoli stessi; l’inefficacia dei sistemi di controllo di Banca d’Italia e Consob”.
Da qui l’azione dell’associazione, che ha lanciato dieci proposte alle Istituzioni per uscire dalla “spirale della sfiducia”. La prima è la richiesta di Autorità di controllo più tempestive e rigorose davanti alle gestioni anomale delle banche, seguite a stretto giro dalla richiesta di istituire una Procura speciale per i reati finanziari. Per Confconsumatori è inoltre fondamentale prevedere sanzioni penali e risarcitorie chiare e rapide per dirigenti, professionisti e “controllori” che contribuiscano ai crack e alla perdita dei risparmi delle famiglie. Non manca la richiesta di un “semaforo del rischio” e di prospetti informativi comprensibili, che includano una graduatoria (da 1 a 10) della rischiosità dei titoli. Viene inoltre proposta la profilazione esterna: che alle associazioni dei consumatori sia attribuito il compito di profilazione, con un modello predefinito e concordato, sulla base della realtà storica del cittadino e non in base al prodotto proposto per l’acquisto. Naturalmente fondamentale l’educazione finanziaria dei cittadini.
