Risparmio tradito, Veneto Banca: condannate la società di revisione PwC e una dirigente

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Risparmio tradito (Foto Pixabay)

Importante riconoscimento per i risparmiatori coinvolti nel caso Veneto Banca. Il Tribunale di Roma, IV Sezione Penale collegiale, con sentenza emessa alla fine di settembre, ha riconosciuto alle parti civili il diritto al risarcimento dei danni, da liquidarsi davanti al giudice civile. È quanto ricorda Confconsumatori, che ripercorre la vicenda e conferma “ l’importanza delle azioni intraprese a tutela dei risparmiatori coinvolti”.

“Abbiamo portato avanti questa battaglia perché l’affidamento riposto dai risparmiatori era totale. In molti casi erano stati investiti i risparmi di una vita e vi era la legittima aspettativa che quel patrimonio fosse tutelato e gestito correttamente. Il riconoscimento del diritto al risarcimento rappresenta oggi un passaggio importante nel percorso di tutela dei loro diritti”, dichiarano l’avvocata Barbara D’Agostino e l’avvocato Carmelo Calì, presidente nazionale di Confconsumatori.

La sentenza, spiega Confconsumatori in una nota, “ha condannato Alessandra Mingozzi, dirigente coinvolta nel procedimento, alla pena di un anno di reclusione, con sospensione condizionale e non menzione nel casellario giudiziale, e ha inflitto una sanzione amministrativa pecuniaria di 750 mila euro alla società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A. (PwC), ai sensi della normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti”.

Il diritto al risarcimento dei danni

Il processo trae origine dall’inchiesta avviata dalla Procura di Treviso sui bilanci di Veneto Banca relativi ad alcuni esercizi. Successivamente il fascicolo è stato trasferito alla Procura di Roma, territorialmente competente in ragione della sede della Banca d’Italia. La condanna riguarda l’accusa di ostacolo all’attività di vigilanza, mentre per la contestazione relativa alla falsità nelle relazioni e nelle comunicazioni dei responsabili della revisione legale, il Tribunale ha invece dichiarato intervenuta la prescrizione.

Assistita dall’avvocata Barbara D’Agostino del Foro di Roma, Confconsumatori è stata ammessa come parte civile nel procedimento insieme ai risparmiatori che si sono rivolti all’associazione. Ora il Tribunale ha riconosciuto il loro diritto al risarcimento dei danni. Le perdite contestate riguardano somme comprese, nei casi seguiti dall’associazione, tra oltre 5 mila e 24 mila euro. È stata inoltre disposta la rifusione delle spese processuali.

Confconsumatori attende ora di esaminare le motivazioni della sentenza, che consentiranno di valutare più approfonditamente i principi affermati dal Tribunale e le conseguenze sul piano risarcitorio. Poiché sono stati preannunciati appelli (PwC ha annunciato appello non appena depositate le motivazioni e si riserva di valutare ogni ulteriore iniziativa a tutela dei propri diritti e interessi) l’associazione continuerà a seguire con la massima attenzione le prossime fasi del procedimento, affinché il riconoscimento ottenuto in questa sede possa essere confermato anche nei successivi gradi di giudizio.

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