Roma, Adoc denuncia: di nuovo emergenza buche, 40% di strade è una groviera

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Dopo qualche giorno di pioggia le strade di Roma, dal centro alla periferia, assomigliano di nuovo ad una grigia groviera, estremamente pericolosa per la sicurezza stradale e pesantemente critica per la mobilità. Per Adoc sono necessari interventi strutturali profondi, economicamente importanti, di concerto a una rivoluzione del sistema di trasporto pubblico. “La Capitale perde il Sindaco, ma non le buche” dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc. 
L’Associazione stima che almeno il 40% delle strade capitoline soffra di una “emergenza buche”: si è raggiunto un livello di diffusione preoccupante, che moltiplica esponenzialmente i disagi per la mobilità e la sicurezza stradale. “E’ evidente che questa situazione drammatica abbia le sue origini nel passato: a causa anche del sistema delle gare d’appalto al massimo ribasso, sistema che verrà opportunatamente abolito, i lavori sul manto stradale sono sempre stati eseguiti con materiali e tecniche non idonei a garantire la conservazione del manto per decenni, che al contrario è tecnicamente possibile. Si è proceduto semplicemente a “rattoppare” le strade, con le conseguenze che tutti i cittadini possono osservare girando per la città”.
Oltre a costituire un grave pericolo per l’incolumità dei cittadini, le buche di Roma creano un danno a livello economico. A cause del manto stradale disconnesso, in particolare nelle zone periferiche, ogni anno circa il 5-10% dei cittadini è costretto a cambiare uno o più pneumatici, per una spesa media oscillante tra i 120 e i 200 euro. E a pagare dazio non sono solo i cittadini ma anche tutti coloro che lavorano con l’auto, come ad esempio i tassisti e lo stesso servizio di trasporto pubblico di superficie.
“Non possiamo attendere l’arrivo di una nuova amministrazione, bisogna agire adesso – esorta Tascini – Servono interventi strutturali profondi e duraturi, con investimenti cospicui altrimenti prima o poi verranno a galla le strade dell’antica Roma. Siamo inoltre convinti che l’emergenza buche si attenuerebbe se i cittadini romani non fossero costretti a utilizzare il mezzo privato, anche per brevi spostamenti. Stimiamo che il 60% dei tragitti con il mezzo privato si concretizza in un raggio di 5 km, essendo la maggior parte spostamenti tra quartieri limitrofi. La ragione per cui questi micro-tragitti vengono effettuati con la propria auto sta nel fatto che la mobilità tra zone adiacenti è praticamente inesistente nella Capitale: per lo stesso percorso, con i mezzi pubblici ci si impiega in media tra i 40 minuti e l’ora, con l’auto 15-20 minuti, al netto del traffico. Serve quindi ripensare completamente il servizio di trasporti pubblici, rendendolo più efficiente e smart. Non solo buche, occorrono interventi urgenti anche sull’illuminazione stradale, spesso carente o insufficiente, soprattutto in periferia e sulle vie consolari e agli incroci.”

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