Salute, SIMG: il picco dell’influenza sarà a fine gennaio

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Sarà a fine gennaio il picco dell’influenza, che ha già messo a letto 260 mila italiani. Vaccinarsi? I medici raccomandano il vaccino contro il calo generale di adesioni ma è pur vero che non danno il buon esempio: si vaccina solo il 7% dei camici bianchi. Questi dati sono stati evidenziati al Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) da oggi a Firenze. Quest’anno l’influenza colpirà 5 milioni di italiani, da metà ottobre ha già coinvolto 260 mila persone e se non ci saranno cambiamenti di rilievo il picco dell’infezione è previsto per la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Così i medici di famiglia lanciano un appello alla vaccinazione.

“La vaccinazione deve essere rivolta a tutti perché più i cittadini si vaccinano maggiore è la protezione generale – afferma il dott. Claudio Cricelli Presidente Nazionale SIMG -. Questo si chiama “effetto gregge” che ci consente di contenere la diffusione del virus, di salvaguardare la salute, soprattutto delle categorie a rischio, e ridurre i costi indiretti, quantificabili in 1,6 miliardi ogni stagione influenzale. Ovviamente, devono immunizzarsi i cittadini affetti da patologie croniche, cardiovascolari e respiratorie, anziani, bambini, donne in gravidanza. Per queste persone il vaccino è gratuito e basta recarsi al più presto dal proprio medico di famiglia. Tutti gli altri possono acquistarlo in farmacia”.

“Purtroppo i tassi di vaccinazione nel nostro Paese sono in costante diminuzione – aggiunge il dott. Ovidio Brignoli Vice Presidente Nazionale SIMG -. E’ un dato preoccupante che deve far riflettere tutti. Noi medici di famiglia siamo quelli più a stretto contatto con i cittadini e quindi dobbiamo incentivare il più possibile il ricorso all’immunizzazione. E dobbiamo dare per primi il buon esempio vaccinandoci. Tuttavia solo il 7% dei medici si protegge, un dato decisamente troppo basso. Ci auguriamo che quest’anno ci sia un incremento delle vaccinazioni anche per gli operatori sanitari”.

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