Scuole, Legambiente: aree verdi e palestre siano diritto educativo
Il 64,4% delle scuole ha spazi verdi, la metà impianti sportivi: sono ancora troppi pochi e spesso poco utilizzati. La campagna Nontiscordardimé di Legambiente vuole rendere la scuola più accogliente a partire da giardini e palestre
Scuole, aree verdi e impianti sportivi (Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/stefan_schranz-594890/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=538078">Stefan Schranz</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=538078">Pixabay</a>)
Aree verdi e impianti sportivi delle scuole devono diventare un diritto educativo, perché la scuola sia più bella per gli studenti e sia aperta al territorio e alla comunità. Rendere la scuola più accogliente è l’obiettivo della campagna di volontariato “Nontiscordardimé – La scuola si fa bella” organizzata da Legambiente. Al centro del progetto c’è la realtà vissuta dalla scuola e fotografata dal rapporto Ecosistema Scuola.
Spazi verdi e impianti sportivi a scuola, accesso ancora limitato
Nelle scuole italiane gli spazi verdi e gli impianti sportivi sono ancora troppo pochi e spesso poco usati, rimangono il più delle volte “un privilegio e non un diritto garantito”.
Il 64,4% delle scuole dispone di giardino o aree verdi ma di questi appena il 38,9% le utilizza per la didattica all’aperto. Solo la metà (50,2%) degli edifici scolastici ha impianti sportivi (palestre, campi esterni), ma dove ci sono il 40% non risulta accessibile in orario extrascolastico.
«In Italia – dichiara Claudia Cappelletti, responsabile scuola di Legambiente – l’accesso agli spazi verdi e agli impianti sportivi è ancora troppo limitato. Una carenza che pesa sul benessere quotidiano di studentesse e studenti e sulla qualità della loro esperienza educativa».
Per una scuola più accogliente
In questo contesto, e per rendere la scuola più accogliente a partire da spazi verdi e impianti sportivi, per socializzare e fare anche didattica all’aperto, il 27 e 28 marzo si svolgerà Nontiscordardimè, la campagna di volontariato ambientale di Legambiente dedicata alla riqualificazione e rigenerazione delle scuole.
Coinvolgerà la comunità scolastica, docenti, studenti, famiglie e associazioni locali, per mettere al centro delle attività di rigenerazioni proprio quelle aree che Ecosistema Scuola individua come più carenti: ossia verde fruibile, ambienti per lo sport e il movimento, aree esterne da vivere e condividere, giardini e cortili.
Scuola aperta alla comunità
La campagna sarà anche l’occasione con cui Legambiente rilancerà le sue proposte insieme ad un piano nazionale di rigenerazione e manutenzione “leggera” delle scuole, che comprenda interventi semplici ma costanti, sostenuti da fondi dedicati, per garantire aule e cortili accoglienti, attrezzati, sicuri e belli in tutti gli istituti scolastici.
L’associazione propone di rendere gli spazi all’aperto un “diritto educativo”, garantendo a tutte le scuole giardini e cortili che diventino ambiente di apprendimento e luogo per fare didattica all’aperto e vivere momenti di socialità.
E di investire su impianti sportivi che siano aperti alla comunità: le palestre devono essere presenti in ogni scuola e accessibili anche oltre l’orario scolastico, diventando punti di riferimento per il benessere e lo sport di quartiere, soprattutto nelle aree più fragili.
È un quadro nel quale la scuola è presidio di comunità, un luogo aperto con biblioteche, cortili e laboratori accessibili al territorio e patti educativi permanenti per combattere isolamento e povertà educativa. Nella proposta di Legambiente c’è inoltre la richiesta di far arrivare le risorse nelle aree più vulnerabili, nelle periferie e nelle aree interne, per ridurre le disuguaglianze.
Nontiscordardimé a scuola
La campagna Nontiscordardimé comprenderà 145 iniziative in 17 regioni, con il coinvolgimento di oltre 24 mila studenti per due giorni e poi nei prossimi mesi.
Le attività in programma spaziano dalla messa a dimora di alberi, fiori ed erbe aromatiche alla cura di aiuole negli spazi verdi delle scuole, dalla manutenzione di recinzioni e panchine, alla raccolta dei rifiuti, alla realizzazione di murales, orti didattici e spazi per la lettura, fino alla tinteggiatura di aule, palestre e corridoi. Ogni giornata culminerà con la redazione di un “Patto di Cura”, un gesto simbolico con cui ogni classe si impegnerà a prendersi cura, nel tempo, dello spazio che ha rigenerato.
«La campagna Nontiscordardimé – spiega ancora Cappelletti – non può intervenire sulle fragilità strutturali, ma ambisce a restituire bellezza, cura e funzionalità agli spazi comuni, mostrando come ambienti scolastici migliori possano generare nuove energie e relazioni positive. È però fondamentale che la politica garantisca investimenti stabili per la rigenerazione delle scuole e per assicurare ovunque aree attrezzate per la didattica all’aperto e impianti sportivi realmente accessibili. La scuola pubblica deve tornare ad essere presidio di comunità, un luogo che crea appartenenza, promuove partecipazione e rafforza la cura dei beni comuni».
