Pulcini maschi, associazioni chiedono decreti per lo stop all’abbattimento dal 2026 (Foto Pixabay)

Pulcini maschi, associazioni chiedono decreti per lo stop all’abbattimento dal 2026

Per fermare l’uccisione dei pulcini maschi nell’industria delle uova mancano i decreti attuativi. Animal Equality, CIWF Italia, Essere Animali, Animal Law Italia e LAV hanno fatto appello al Governo perché sia attuata la legge che prevede lo stop all’abbattimento a partire dal 2026

Mancano ancora i decreti per fermare le uccisioni dei pulcini maschi, considerati alla stregua di uno scarto alimentare. Eppure la legge c’è, è del 2022 e istituisce il divieto di abbattimento in Italia dei pulcini maschi a partire dal 2026. Qualche giorno fa una rete di associazioni per la protezione degli animali (Animal Equality, CIWF Italia, Essere Animali, Animal Law Italia e LAV) hanno dunque fatto appello al Governo perché introduca i decreti necessari a garantire l’attuazione della legge che stabilisce il divieto di uccisione dei pulcini maschi nell’industria delle uova entro il 2026.

«La società è pronta a intraprendere questo passo storico per i diritti degli animali e la politica deve fare la sua parte per non tradire la fiducia dei cittadini – dicono le associazioni – In base alla legge adottata nel 2022, il divieto dovrà essere attuato entro la fine del 2026. Fino ad allora è necessario che il Governo provveda a implementare gli interventi necessari per supportare la transizione delle aziende verso l’adozione di pratiche più rispettose degli animali e a informare correttamente i consumatori, sempre più attenti al tema del benessere animale».

 

Pulcini maschi, stop all’abbattimento selettivo dal 2026 (foto pixabay)

 

Pulcini maschi, 35 milioni abbattuti ogni anno

Le associazioni hanno dunque scritto ai Ministeri della Salute, dell’Agricoltura e del Made in Italy chiedendo di adottare i decreti necessari per fermare l’uccisione dei pulcini maschi nell’industria delle uova.

Ogni anno infatti, in Italia, oltre 35 milioni di pulcini maschi vengono gassati o triturati perché considerati come scarti di produzione. Nell’industria delle uova questi sono considerati inutili per la produzione, in quanto non sono in grado di deporre le uova, né possono essere impiegati per la carne, in quanto specie diverse dai più comuni polli broiler utilizzati dall’industria alimentare. Per questo motivo ogni anno vengono uccisi milioni di pulcini maschi, abbattuti  immediatamente, entro le prime 24 ore dalla nascita, e senza l’utilizzo di tecniche di stordimento.

Una petizione lanciata da Animal Equality nel 2020 ha raccolto le firme di oltre 110 mila cittadini italiani schierati contro questa pratica.

“Attualmente, l’adozione dei decreti relativi alla legge 4 agosto 2022, n.127, che vieta l’uccisione dei pulcini maschi in Italia, risulta ancora incompleta – spiegano le associazioni – La scadenza per l’emanazione dei provvedimenti rimasti in sospeso era fissata per il 7 aprile 2024, ma la mancata attuazione della normativa rischia di continuare a favorire l’abbattimento di milioni di pulcini attraverso pratiche dolorose”.

La richiesta rivolta dunque ai Ministeri competenti è quella di adottare i decreti previsti, in particolare: il decreto sull’etichettatura delle uova trattate con tecnologie di in-ovo sexing (in grado di identificare il sesso del pulcino ancora prima della schiusa); il decreto per promuovere lo sviluppo delle tecnologie per il sessaggio in ovo e il provvedimento per la definizione dei criteri che devono avere le associazioni a cui potranno essere affidati i pulcini nati per errore all’interno dell’industria delle uova.

Il divieto di abbattimento dei pulcini maschi non risponde solo alla richiesta dei cittadini ma è anche una scelta economica sostenibile, rivendicano le associazioni, con un costo stimato in Francia, ad esempio, di 1 centesimo aggiuntivo su una confezione da sei uova. Le associazioni, intanto, stanno lavorando per estendere il divieto in tutta Europa.

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