World Mental Health Day, quest'anno si parla di salute mentale sul posto di lavoro

World Mental Health Day, quest'anno si parla di salute mentale sul posto di lavoro (Foto di cocoandwifi da Pixabay)

Ricorre domani la Giornata mondiale della salute mentale, dedicata quest’anno alla salute mentale sul posto di lavoro: “è essenziale che governi, datori di lavoro, organizzazioni e altri stakeholder responsabili della salute e della sicurezza dei lavoratori lavorino insieme per tutelare la salute mentale sul lavoro”: così l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in una nota, in vista della giornata di domani.

“Condizioni malsane, tra cui stigma, discriminazione ed esposizione a rischi come molestie e altre cattive condizioni di lavoro – spiega l’OMS – possono comportare rischi significativi, influenzando la salute mentale, la qualità della vita complessiva e di conseguenza la partecipazione o la produttività sul lavoro”.

Salute mentale tra le principali priorità a livello internazionale

Secondo l’ultima rilevazione dell’Ipsos Global Health Service Monitor, condotta in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale in 31 Paesi, quasi la metà delle persone a livello internazionale (45%) ritiene che la salute mentale sia attualmente la principale preoccupazione tra i problemi sanitari che il proprio Paese deve affrontare, registrando un aumento di 18 punti percentuali rispetto al 2018.

La maggior parte delle persone dedica molta attenzione al proprio benessere complessivo. In particolare, il 60% degli intervistati (sia in Italia, sia a livello internazionale) pensa al proprio benessere mentale, mentre il 72% a livello internazionale (quota che in Italia aumenta all’80%) si concentra sul proprio benessere fisico.

Questa attenzione si riflette anche sull’importanza attribuita alla salute mentale e fisica. Infatti, il 76% degli intervistati a livello internazionale considera la salute mentale e quella fisica ugualmente importanti quando si tratta della propria salute personale.

Tuttavia, queste opinioni non si riflettono sulla percezione di come il sistema sanitario attuale tratti la salute mentale e fisica. Infatti solo il 32% degli italiani (in calo di 7 punti percentuali rispetto allo scorso anno) ritiene che salute mentale e fisica siano trattate allo stesso modo dal sistema sanitario. Il 10% pensa che alla salute mentale sia data priorità, mentre quasi la metà (46%) sostiene che il sistema sanitario si concentri principalmente sulla salute fisica.

 

Giornata mondiale della salute mentale
Foto Pixabay

 

Lo stress colpisce soprattutto le donne e i più giovani

Il Global Health Service Monitor rivela anche che, per il 31% delle persone intervistate, lo stress è percepito come una delle principali preoccupazioni tra i problemi sanitari che il proprio Paese deve affrontare, posizionandosi subito dopo la salute mentale e il cancro. In Italia, la percentuale è leggermente più alta (33%) e registriamo un aumento di 7 punti percentuali rispetto al 2018.

A livello internazionale, la maggior parte delle persone si è sentita stressata durante l’ultimo anno. In media, poco più di tre persone su cinque (62%) in 31 Paesi affermano di essersi sentite stressate al punto da avere un impatto sulla loro vita quotidiana almeno una volta. I livelli di stress riportati variano da un massimo del 76% in Turchia a un minimo del 44% in Giappone.

In particolare, in Italia il 60% degli intervistati si è sentito stressato al punto da avere la sensazione di non riuscire ad affrontare le cose, mentre il 56% ha affermato che lo stress ha avuto un impatto sul modo di vivere la propria quotidianità. Inoltre, il 48% si è sentito depresso al punto da provare tristezza o disperazione quasi ogni giorno per un paio di settimane o più, e il 31% si è sentito così stressato da non poter andare al lavoro per un certo periodo di tempo.

“In generale, notiamo come siano soprattutto le donne e le giovani generazioni ad aver accusato maggiori livelli di stress durante l’ultimo anno – ha spiegato l’Ipsos  -. Le donne della Generazione Z sono più propense a dichiarare di aver attraverso momenti difficili, con il 40% a livello internazionale che afferma di essersi sentita depressa al punto da provare tristezza o disperazione quasi ogni giorno per un paio di settimane o più, diverse volte”.

“Inoltre, la maggioranza (54%) della Generazione Z afferma di essersi sentita stressata al punto da non poter andare a lavorare durante l’ultimo anno, mentre per i Millennials la percentuale è leggermente inferiore (47%). Più in generale – conclude l’Ipsos – le persone più anziane hanno meno probabilità di riportare di sentirsi stressate per ciascun elemento chiesto nel sondaggio”.

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