Sicurezza nelle scuole, Cittadinanzattiva: 68 crolli in un anno e aule roventi
Il nuovo rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza nelle scuole evidenzia crolli e infortuni in aumento; gli edifici insistono su aree a rischio alluvione e frane; la scuola non è pronta ad affrontare la crisi climatica e le aule sono caldissime
(foto Pixabay)
La scuola ricomincia con una sicurezza che traballa: crolli e infortuni aumentano, molti edifici sono in aree a rischio idraulico e geologico, la crisi climatica si impone anche a scuola con aule roventi e invivibili. Oltre 7500 edifici scolastici si trovano in aree a pericolo alluvione, oltre 5100 in zone a rischio frana, per un totale di oltre 1 milione e 800 mila ragazzi e studenti potenzialmente coinvolti. Da settembre 2025 ad agosto 2026 ci sono stati 68 crolli nelle scuole italiane, uno ogni cinque giorni di scuola. Gli edifici sono vecchi e hanno bisogno di una manutenzione che viene rinviata.
Nei primi cinque mesi dell’anno sono aumentate le denunce di infortuni a scuola, che in tre casi su quattro riguardano ragazzi sotto i 15 anni, con dieci vittime. L’Oms Europa chiama le scuole “trappole di calore”: le aule sono roventi, a giugno e luglio in molti edifici sono stati superati i 32 gradi durante gli esami di Stato. Solo un misero 7,4% di scuole ha un impianto di ventilazione o di condizionamento. Lo stress termico negli ambienti chiusi è sopra i 30 gradi negli ambienti chiusi.
È il quadro che emerge dal XXIV Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, presentato oggi da Cittadinanzattiva in una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati.
I crolli a scuola
Sono 68 i crolli avvenuti nelle scuole da settembre 2025 ad agosto 2026, in linea con quelli dell’anno precedente, in particolare per la caduta di calcinacci ed intonaco e per i distacchi di pannelli e controsoffitti. I crolli hanno provocati il ferimento di 12 persone, danni agli ambienti e interruzione della didattica, paura e disagi per le famiglie. Fortunatamente sono avvenuti di notte o nei weekend.
Allo stesso tempo, sono aumentate del 3,8% nel 2025, raggiungendo la quota di oltre 80mila, le denunce all’Inail di infortuni agli studenti. La maggior parte di questi episodi si verifica durante lo svolgimento delle normali attività scolastiche (il 97 per cento dei casi denunciati) e solo il 3% riguarda invece il tragitto casa-scuola. Già nei primi cinque mesi di quest’anno l’Inail ha registrato 47.748 denunce di infortunio, un numero in crescita rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le segnalazioni erano state 45.159. A preoccupare maggiormente è il capitolo degli infortuni mortali: dieci i casi denunciati entro maggio 2026, contro gli otto dell’anno precedente.
Rischi e inaccessibilità
Rispetto ai rischi naturali, il 44% delle scuole italiana si trova in territori ad elevata sismicità (zona 1 e 2), il 19% ricade in aree a pericolosità idraulica, mentre sono 5.113 gli edifici scolastici collocati in aree a rischio frana. Su oltre 39 mila edifici scolastici, del 15% non si conosce il dato relativo al periodo di costruzione. I restanti hanno in media 60 anni di età, e ben il 49% è stato costruito prima del 1976 , cioè prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica.
L’accessibilità delle scuole per i disabili è scarsa. Solo il 40% è accessibile per gli alunni con disabilità motoria. La mancanza di un ascensore o la presenza di un ascensore non adatto al trasporto delle persone con disabilità rappresentano le barriere più diffuse (50%). Ancora più critico l’accesso per le persone con disabilità sensoriali, in quanto gli ausili senso-percettivi per chi studenti con ipoacusia sono presenti solo nel 16,5% delle scuole, mentre le mappe a rilievo e i percorsi tattili, per gli alunni con cecità o ipovisione, sono presenti solo in un misero 1,2% degli edifici.
La crisi climatica minaccia la salute
C’è inoltre la minaccia della crisi climatica che minaccia la salute di studenti e personale scolastico. Le aule sono roventi e nonostante le promesse fatte durante il Covid la percentuale di sistemi di condizionamento e ventilazione nelle scuole è irrisoria: ne sono dotate solo 4.457 pari al 7,42%, 1 scuola su 13. L’OMS Europa ha definito il caldo estremo una minaccia sanitaria urgente e crescente evidenziando come le infrastrutture scolastiche europee non sono state progettate per resistere alle attuali temperature, diventando “trappole di calore”.
“I dati di quest’anno evidenziano una situazione critica che non possiamo più ignorare – ha detto Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva – Agli storici problemi di assenza o carenza di certificazioni, di interventi di manutenzione, di analisi e interventi su soffitti e controsoffitti che tanti crolli provocano, si aggiunge l’urgenza di affrontare le conseguenze della crisi climatica e del dissesto del territorio con una pianificazione strategica, non con interventi spot dell’ultimo minuto. Solo 1 scuola su 13 è dotata di impianti di climatizzazione e oltre un milione di studenti frequenta istituti in zone a rischio idraulico. Chiediamo al Governo un piano pluriennale di adattamento climatico delle scuole e un investimento costante per l’edilizia scolastica di almeno 1 mld all’anno di cui la metà da destinare al piano clima per le scuole. È necessario prepararsi aggiornando i piani di emergenza e rendendo obbligatorie le prove di evacuazione anche per alluvioni e terremoti”.
