Sixthcontinent, nuova multa da 3 milioni di euro dall’Antitrust
L’Antitrust ha multato di nuovo Sixthcontinent con una sanzione di 3 milioni di euro per inottemperanza a una sua delibera di agosto 2020. Sono insomma continuate le pratiche scorrette della società attiva nell’e-commerce
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Multa a Sixthcontinent per mancato riconoscimento dei crediti. L’Antitrust ha multato la società Sixthcontinent Factory S.r.l. (già Sixthcontinent Europe S.r.l.) con una sanzione di 3 milioni di euro per inottemperanza a una sua delibera di agosto 2020. Non è la prima volta che la società, attiva nel settore dell’e-commerce, finisce dunque nel mirino dell’Antitrust.
Sixthcontinent, una lunga storia
Con provvedimento del 2020 l’Antitrust aveva infatti accertato una pratica commerciale scorretta posta in essere dalla società Sixthcontinent Europe S.r.l. che consisteva in questi comportamenti: prospettare con modalità ingannevoli la pretesa convenienza economica dell’adesione alla community e alle varie offerte proposte sulla Piattaforma; procedere in modo unilaterale al blocco ingiustificato degli account dei consumatori; ritardare, limitare, impedire il rilascio o la fruizione delle Shopping Card, sia quelle brandizzate sia quelle emesse direttamente da SixthCo., e delle altre utilità (i.e. Saldo/wallet e Crediti ) maturate attraverso l’acquisto di tali Shopping Card e la partecipazione alla community SixtCo. E omettere il rimborso delle somme versate per l’acquisto delle Shopping card e degli altri servizi.
L’Antitrust aveva spiegato che questa pratica era «volta ad attrarre il maggior numero possibile di consumatori, farli entrare nella community e persuaderli ad investire ingenti somme di denaro nell’acquisto delle Shopping Card brandizzate e delle numerose SXC Card offerte in vendita online, ingenerando negli stessi – attraverso la decettiva prospettazione di pretesi vantaggi economici – l’erroneo convincimento che tali Card fossero in grado di incrementare il proprio valore e aumentare significativamente il potere di acquisto degli utenti».
La piattaforma ha poi attuato una serie di azioni che hanno prima impedito agli utenti di usare gli importi impiegati nella community e poi hanno causato il mancato rimborso dei crediti. Alla fine gli utenti si sono visti negare i diritti contrattuali di recesso e rimborso.
Nonostante la multa e la diffida, molti consumatori hanno continuato a denunciare che la società continuava nella pratica commerciale scorretta.
L’Antitrust contesta dunque l’inottemperanza alla delibera di agosto 2020 perché le condotte scorrette, oggetto di sanzione e ordine di cessazione, sono state reiterate e poste in essere da SixthCo. anche dopo la notifica del provvedimento principale (avvenuta in data 7 agosto 2020).

Le contestazioni dell’Antitrust contro Sixthcontinent
«Risulta – spiega l’Antitrust – che la società ha continuato a porre in essere articolati comportamenti volti ad impedire il download delle Card acquistate e pagate dagli utenti nonché ad ostacolare la fruizione di Shopping Card/SXC Card/Crediti/Saldo/Wallet e ogni utilità maturata sulla Piattaforma, in spregio degli specifici termini e condizioni espressamente previsti al momento dell’acquisto e senza peraltro fornire alcun servizio di assistenza all’utenza».
La società ha omesso di rimborsare l’importo corrisposto dagli utenti per le Shopping Card rimaste inattive, ha mantenuto l’obbligo per gli utenti di effettuare almeno un nuovo acquisto mensile con ulteriori soldi propri per non perdere il valore accumulato nel portafoglio virtuale. Ha continuato a non restituire agli utenti gli importi corrisposti per l’acquisto delle Shopping Card, anche nell’ipotesi, contrattualmente prevista, in cui fossero infruttuosamente trascorsi trenta giorni dalla data di attivazione, e ha mantenuto rilevanti limitazioni all’uso dei crediti maturati.
Sixthcontinent «ha perseverato nel mantenere l’obbligo in capo agli utenti di effettuare ogni mese almeno un acquisto, costringendoli a immettere altri soldi nella Piattaforma al fine di rimanere attivi e non perdere i Crediti accumulati, senza poi peraltro dare seguito all’obbligo di consegna e/o attivazione delle ulteriori carte acquistate e pagate».
Questa l’argomentazione con cui l’Antitrust spiega la sanzione da 3 milioni di euro. È dunque una nuova multa nei confronti della società attiva nell’ecommerce, finita nel mirino anche delle associazioni dei consumatori.
La reazione dei Consumatori
Come ricorda il Codici, che insieme ad Aeci ha promosso una class action verso la società, «nell’agosto 2020 l’Antitrust aveva accertato una pratica commerciale scorretta, che era valsa una multa di 4 milioni di euro a Sixthcontinent, a cui ne è seguita un’altra da 1 milione di euro a gennaio per violazione del provvedimento cautelare dell’Autorità che disponeva la sospensione provvisoria delle attività per bloccare gli account dei consumatori aderenti in assenza di rimborso. Adesso è arrivata l’ennesima sanzione, questa volta dell’importo di 3 milioni di euro, che segna un altro punto a favore dell’iniziativa promossa da Codici e Aeci per tutelare i consumatori».
Aggiungono Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, ed Ivan Marinelli, Presidente di Aeci: «Sinceramente dopo tutti questi mesi di segnalazioni e proteste da parte dei consumatori, e di verifiche e multe da parte dell’Autorità, ci saremmo aspettati un cambio di registro da parte di Sixthcontinent, che invece continua a distinguersi per un comportamento gravissimo. Questa nuova sanzione emessa dall’Antitrust non fa che rafforzare la class action che abbiamo avviato per tutelare i consumatori danneggiati, che devono essere risarciti per i danni subiti. È quello per cui ci stiamo battendo e continueremo a batterci in Tribunale».
L’Unione Nazionale Consumatori spera che la vicenda si chiuda. «Speriamo che questa vicenda, che dura decisamente da troppo tempo, si chiuda finalmente con questa sanzione, anche se ne dubitiamo», dice il presidente Massimiliano Dona ricordando che l’associazione ha iniziato a presentare esposti all’Antitrust contro Sixthcontinent fin dal 1° marzo 2019, ripresentando un esposto il 3 febbraio 2020.
«Troppi consumatori sono rimasti incastrati, impossibilitati sia ad utilizzare il proprio credito sia ad ottenere il rimborso di quanto pagato per acquistare le shopping card. Per questo avevamo chiesto la sanzione massima prevista».
