Sovraindebitamento, Adoc: piaga silente con numeri in crescita

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Anna Rea, Adoc: “Il sovraindebitamento è una piaga sociale silente, ma i numeri ci dicono che il fenomeno è in forte crescita”

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Sovraindebitamento, Italia (Foto Pixabay)

“Il sovraindebitamento è una piaga sociale silente, ma i numeri ci dicono che il fenomeno è in forte crescita”. È quanto ha spiegato Anna Rea, presidente nazionale Adoc, intervenuta alla trasmissione “Due di Denari” di Radio 24.

Sovraindebitamento, un fenomeno che riguarda i lavoratori

Il sovraindebitamento è un fenomeno complicato, spesso sommerso, con numeri difficili da intercettare. In Italia sta assumendo i contorni di una vera emergenza. E riguarda sempre più spesso lavoratori stabili che fanno fatica a fronteggiare impegni economici presi nel tempo.

Secondo un recente studio promosso dal Comitato Interministeriale EDUFIN,  il sovraindebitamento cronico mette in crisi oltre un milione di cittadini che non riescono più a pagare le rate in scadenza, mentre altri due milioni pagano in ritardo. La crisi del debito ha dimensioni preoccupanti: oltre sei sovraindebitati su dieci hanno debiti superiori ai 100 mila euro, si ritrovano con più finanziamenti attivi e una qualità della vita devastata, fra ansia, preoccupazione e tagli a spese essenziali quale quelle per la sanità e i farmaci. Un quarto dei sovraindebitati si trova in questa condizione per forme di dipendenza, oltre la metà per il deprezzamento dei beni patrimoniali e per il caro vita.

Ma il sovraindebitamento è sempre più trasversale. Secondo l’ultima analisi dell’Osservatorio Finsight di Bravo è infatti un fenomeno che non riguarda solo condizioni di fragilità economica ma sempre più spesso persone che hanno un lavoro stabile, una casa di proprietà e una condizione economica solo apparentemente tranquilla. Quasi sei indebitati su dieci hanno un lavoro stabile, spesso una casa di proprietà, sono nel pieno dell’età lavorativa e con un debito medio compreso di 25 mila euro.

Sovraindebitamento, le cause

Adoc ha lanciato lo ‘Sportello Salva-Debiti’ proprio per rispondere a questa emergenza. “Il problema principale – spiega la presidente Rea – è che le persone fanno fatica a riconoscere la gravità della situazione e spesso la vivono con un senso di vergogna. Di conseguenza, la richiesta di aiuto ci arrivava in modo sommerso, magari dopo che le famiglie erano già cadute nella trappola di finanziarie fasulle: un passo drammatico che trasforma un problema già delicato in un vero e proprio girone infernale”.

La presidente Adoc spiega poi che le cause principali che spingono le persone nel baratro del sovraindebitamento sono “l’erosione del potere d’acquisto, la perdita del lavoro, le carenze del welfare, l’obbligo di pagare di tasca propria spese sanitarie impreviste e l’impennata dei costi dell’energia. Attenzione, però: non parliamo solo di disoccupati. Oggi il problema colpisce anche persone con una stabilità economica, lavoratori dipendenti e titolari di piccole imprese, con debiti medi che oscillano tra i 20mila e i 50mila euro”.

Un altro tema riguarda il sistema creditizio. “Spesso le banche, nel concedere i prestiti, non calcolano correttamente il merito creditizio, ossia la reale capacità del cliente di restituire quelle somme – prosegue Rea – Fortunatamente, con le ultime norme, se una banca non valuta correttamente questo parametro, non può opporsi alla successiva ristrutturazione del debito. Per questo è fondamentale la figura a cui il cittadino si affida per uscire dalla crisi e in questo il ruolo degli OCC (Organismi di Composizione della Crisi) resta cruciale”.

L’associazione sottolinea inoltre l’importanza della prevenzione, con progetti e corsi nelle scuole. E aggiunge: “Accanto all’istituzione di una cabina di regia tra istituzioni, banche e associazioni dei consumatori, riteniamo fondamentale prevedere la creazione di un fondo di garanzia esterno che aiuti concretamente i cittadini a uscire dal sovraindebitamento”.

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