Spreco alimentare, quale tipologia di consumatore spreca di più?
Adiconsum ha realizzato un’indagine mettendo in correlazione lo spreco alimentare e il modo di fare la spesa, individuando quattro categorie di consumatori: Rambo, Vacanze romane, Zombie e Predator. Quale di queste spreca di più?
Spreco alimentare, quale tipologia di consumatore spreca di più?
Dimmi come sprechi e ti dirò chi sei. Un’indagine di Adiconsum – realizzata nell’ambito del progetto “2GETHER2GREEN” di educazione al consumo circolare, in collaborazione con APPLiA Italia – evidenzia il profilo di spreco alimentare domestico dei consumatori e individua 4 categorie: Rambo, Vacanze romane, Zombie e Predator.
Nonostante i buoni propositi, sprechiamo circa 65 kg di cibo a testa all’anno, a cominciare dai freschi, come verdura, frutta, pane e prodotti lattiero caseari. Adiconsum ha studiato, dunque, la correlazione tra lo spreco alimentare e il modo di fare la spesa, cioè lo stile con cui ciascuno si approccia al carrello, in base al tempo, al grado di consapevolezza, alle tasche, ma anche alla personalità.
L’indagine ha fatto emergere anche il valore dell’esperienza, l’importanza di conoscere tecniche e buone prassi di conservazione, avere sicurezza nel valutare se il cibo “è ancora buono”, la gestione ordinata e attenta del frigorifero. Promettente la fiducia nelle nuove tecnologie che possono aiutare a non sprecare: gli italiani aspettano con ansia APP, frigoriferi intelligenti e smart packaging, preziosi per razionalizzare gli acquisti, riutilizzare quello che avanza o che resta in dispensa e tenere d’occhio le scadenze.
Le cause dello spreco alimentare
Lo studio ha indagato in primo luogo i motivi che portano i consumatori a gettare gli alimenti: fra queste, naturalmente, c’è il deterioramento evidente che li rende inutilizzabili. Probabilmente si tratta soprattutto di alimenti freschi e pietanze cucinate, che spesso finiscono nella spazzatura per cautela.
Tuttavia, quasi una volta su tre, a determinare la decisione di destinarli alla spazzatura è una semplice presunzione di deterioramento (scadenza “best before” passata, mancanza di elementi per valutare lo stato di conservazione) oppure un comportamento errato, come gli acquisti eccessivi, gli errori di conservazione.
Si tratta, in questi casi, di spreco “evitabile” con accorgimenti da inserire stabilmente nelle proprie abitudini, ma anche con qualche informazione e nozione in più, che possono incrementare la competenza “antispreco” e facilitare una gestione razionale, accorta e strategica del frigorifero e della dispensa.
Può essere molto importante conoscere le corrette modalità di trasporto, conservazione e utilizzo; la durata dei vari alimenti cotti e crudi e le temperature corrette per il trattamento termico e la refrigerazione; conoscere le buone prassi di manipolazione e protezione dalle contaminazioni crociate; conoscere i parametri sensoriali per la valutazione organolettica.

I profili dei consumatori
Il questionario ha chiesto, inoltre, agli intervistati di definire la loro esperienza d’acquisto, identificandola con uno dei 4 film che i ricercatori hanno associato alle varie tipologie di consumatori:
“Rambo”: è il consumatore che entra, compra rapidamente quello che ha scritto nella lista e torna a casa. Sistematico, ottimizzatore, ma anche abitudinario; è attento all’ambiente e alla salubrità, con margini di miglioramento se si fermasse a valutare di più. Profilo di spreco: medio.
“Vacanze romane”: è il consumatore che, senza una lista, si aggira tra gli scaffali con calma e acquista quello che più lo ispira e suggestiona. Sopraffatto dal marketing, acquista troppo e senza sapere come e se lo userà: è il campione dello spreco.
“Zombie”: è il consumatore che fa la spesa controvoglia e riempie il carrello con cibo generico senza porre particolare attenzione a quello che acquista, né per salubrità, né per sostenibilità. Ha un frigo disordinato e non legge mai le etichette. Profilo di spreco: elevato.
“Predator”: è il consumatore che fa la spesa con un occhio attento al risparmio, armato di volantini, tessere e buoni sconto. Spreca davvero poco, meno di tutti, perché ha tempo e determinazione, ma vuole anche “battere il sistema”. Profilo di spreco: basso.
“La nostra indagine ha evidenziato che ci sono ancora margini per incidere sullo spreco “evitabile”, su quegli errori quotidiani che riempiono il bidone della spazzatura anche contro i nostri buoni propositi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – È a questi consumatori desiderosi di essere attenti all’ambiente, ma che, nonostante tutto, hanno ancora un profilo di spreco significativo, che il progetto “2GETHER2GREEN” vuole offrire informazioni chiare ed affidabili in modo da concretizzare il loro desiderio in scelte di acquisto consapevoli e sostenibili”.
