Spreco alimentare, Waste Watcher: in Italia si riduce lo spreco, ma aumenta l’insicurezza alimentare

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Secondo il nuovo Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International in Italia si spreca meno cibo, ma nel 2026 l’indice di insicurezza alimentare sale di mezzo punto

Spreco alimentare, Waste Watcher: in Italia si riduce lo spreco, ma aumenta l'insicurezza alimentare (foto Pixabay)

Spreco alimentare, Waste Watcher: in Italia si riduce lo spreco, ma aumenta l'insicurezza alimentare (foto Pixabay)

In Italia si spreca meno cibo. Sprechiamo, infatti, 554 grammi di cibo pro capite ogni settimana, ovvero 63,9 grammi in meno rispetto al dato del febbraio 2025. È quanto emerso dai nuovi dati del nuovo Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International, presentato in vista della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, che ricorre il 5 febbraio.

Tuttavia, nonostante sia in atto una tendenza a ridurre gli sprechi, la somma delle perdite e degli sprechi alimentari “tocca cifre vertiginose”. Come spiegato dal rappnorto, infatti, vale oltre 13 miliardi e mezzo la filiera 2026 del cibo sprecato in Italia, (dati elaborati dall’Università di Bologna – DISTAL / Waste Watcher sulle fonti di riferimento), pari a oltre 5 milioni di tonnellate di cibo. E vale 7 miliardi e 363 milioni solo nelle nostre case.

Spreco alimentare, la generazione z è la più sprecona

A sprecare meno sono le famiglie “boomers”, che registrano uno spreco settimanale pro capite medio di 352 grammi.

Al contrario le famiglie della generazione Z, con 799 grammi di spreco settimanale medio pro capite si trovano parecchio in ritardo rispetto alla soglia richiesta dall’Obiettivo 2030. Vanno meglio le famiglie Millennials, con 750 grammi settimanali pro capite, e quelle della generazione X con 478 grammi settimanali pro capite.

Interessante notare come “per la prima volta risulta praticamente unanime la consapevolezza intorno al tema “spreco”“. Secondo i dati, infatti, il 94% degli italiani dichiara di essere attento alla questione, e tra questi il 63% getta qualcosa meno di 1 volta a settimana. Il 14% spreca quasi quotidianamente.

 

Spreco alimentare (fonte: rapporto Waste Watcher International)
Spreco alimentare (fonte: rapporto Waste Watcher International)

Quali sono le cause dello spreco?

Secondo il Rapporto in generale gli italiani sprecano soprattutto per cause di tipo organizzativo: cattiva conservazione del cibo nel 38% dei casi, dimenticanza per il 33% e sovra-acquisto per il 28%.

Come si legge sul Rapporto “capita di dimenticare il cibo fino alla scadenza per uno Z su due (49%) contro un Boomer su 5 (21%), e di calcolare in modo errato le quantità di cibo necessario per il 40% degli Z contro il 17% dei Boomers”.

Mentre si riduce con l’età la difficoltà di conservare correttamente il cibo: per la gen Z arriva al 35%; nei Boomers e del 12%. Così come la difficoltà di riutilizzare gli avanzi: per la gen. Z riguarda il 43%; tra i Boomers solo uno su 5 (22%).

Nel 2026 aumenta l’insicurezza alimentare

Il Rapporto misura anche l’indice di insicurezza alimentare. Dato che nel 2026 sale di mezzo punto, rispetto all’ultima rilevazione 2025, toccando quota 14,36.

Si registra, in particolare, un incremento del 28% a sud e del 50% per i giovani della generazione Z. “Il rischio – si legge nel Rapporto – si presenta molto più elevato nelle periferie (+13%), mentre risulta significativamente più basso nel Nord (–15%) e nelle aree rurali (–15%)”.

Dai dati emergono, inoltre, forti disuguaglianze sociali: “il ceto popolare presenta un rischio oltre triplo (+218%), contro una forte protezione del ceto medio (–51%)”.

Spreco alimentare, una petizione per il recupero del cibo nei mercati

In occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare l’associazione RECUP, che da 10 anni si occupa di contrasto allo spreco alimentare nei mercati rionali e ortofrutticoli, ha deciso di rilanciare la sua petizione nazionale, per “chiedere una legge che renda il recupero del cibo nei mercati una pratica stabile, strutturata e riconosciuta”.

L’associazione RECUP ha recentemente raggiunto il traguardo di un milione di chili di cibo salvato dallo spreco. L’associazione ora punta a raccogliere 5.000 firme per inserire il tema dello spreco alimentare nei mercati rionali tra le priorità legislative nazionali.

La proposta prevede:
· istituzione di aree di recupero e redistribuzione del cibo nei mercati rionali;
· assegnazione delle aree di recupero alle organizzazioni del terzo settore;
· sgravi fiscali per i commercianti rionali che decidono di conferire le eccedenze alimentari nelle aree di recupero;
· istituzione di una campagna di sensibilizzazione sullo spreco alimentare a livello nazionale;
· la nomina di un rappresentante RECUP all’interno del Tavolo di coordinamento nazionale per la prevenzione e il contrasto agli sprechi.

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