Supermercati, scegliere dove fare la spesa può far risparmiare fino a 3.790 euro l’anno
L’indagine 2026 di Altroconsumo ha confrontato 1,5 milioni di prezzi in 1.158 supermercati, ipermercati e discount di 67 città italiane. La scelta dell’insegna e del tipo di prodotto può incidere significativamente sul budget familiare.
Test sui prodotti alimentari, da uno studio le raccomandazioni per tutelare i consumatori (foto Pixabay)
Quanto costa davvero scegliere un supermercato invece di un altro? La risposta arriva dall’indagine 2026 di Altroconsumo, che ha messo a confronto 1,5 milioni di prezzi rilevati in 1.158 punti vendita tra supermercati, ipermercati e discount, distribuiti in 67 città italiane.
Il risultato mostra quanto le differenze di prezzo possano incidere sul bilancio familiare. Secondo le stime dell’associazione, una famiglia di quattro persone che spende mediamente 9.450 euro all’anno per la spesa può arrivare a risparmiare fino a 3.790 euro, pari al 40%, scegliendo i prodotti più convenienti nella catena risultata più economica, Eurospin.
Il confronto diventa quindi particolarmente rilevante in una fase in cui i prezzi restano elevati, nonostante la crescita sia rallentata: nelle rilevazioni di febbraio e marzo 2026, Altroconsumo ha registrato un aumento medio dei prezzi dell’1% rispetto all’anno precedente nei punti vendita analizzati.
Discount in testa per i prodotti più economici
Non esiste però un supermercato più conveniente in assoluto per ogni tipo di spesa. La classifica cambia infatti in base ai prodotti scelti.
Per gli articoli più economici disponibili sugli scaffali, il primo posto va a Eurospin. I discount occupano in generale le prime posizioni, mentre tra supermercati e ipermercati la catena tradizionale più conveniente risulta Ipercoop, con prezzi del 17% superiori rispetto alla prima classificata. In fondo alla classifica si trova Carrefour Market, con un indice di prezzo del 35% superiore a quello di Eurospin.
Per chi invece preferisce acquistare prodotti con il marchio del supermercato, la classifica cambia: a risultare più conveniente è Spazio Conad, che consente un risparmio del 19% rispetto all’insegna più cara per questo tipo di carrello, Eurospar.
La spesa mista e quella di marca
Anche per una spesa composta da diverse tipologie di prodotti, dai primi prezzi agli articoli di marca, la scelta dell’insegna può incidere parecchio. In questo caso Eurospin e In’s risultano le catene più convenienti tra quelle considerate, con un risparmio del 16% rispetto all’insegna più cara, Todis.
Tra supermercati e ipermercati, invece, il primo posto va a Dok, che permette di spendere il 10% in meno rispetto a Carrefour Market.
Le differenze si riducono quando si scelgono esclusivamente prodotti di marca. In questa categoria la classifica vede al primo posto, a pari merito, Ipercoop e Spazio Conad, con un vantaggio del 7% rispetto all’insegna più costosa.
Il risparmio cambia anche da città a città
Non conta soltanto quale insegna si sceglie, ma anche dove si trova il punto vendita. L’indagine ha messo a confronto i prezzi in 67 città, evidenziando differenze significative tra negozi della stessa area.
A Milano, per esempio, la distanza tra il punto vendita più conveniente e quello più caro può tradursi in un risparmio fino a 1.390 euro all’anno. Seguono Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia, tutte con possibilità di risparmio superiori ai 1.100 euro. Al Sud, invece, le differenze tra i punti vendita risultano generalmente più contenute.
Tra i singoli negozi analizzati, il punto vendita risultato più conveniente per la spesa di prodotti di marca è il Mega di Treviso, che ha ottenuto l’indice 100 utilizzato da Altroconsumo come riferimento per la classifica.
Nord e Sud: quanto pesa la spesa sul reddito
L’analisi evidenzia anche differenze territoriali nel costo complessivo della spesa. Veneto e Trentino-Alto Adige risultano le regioni più economiche, con una spesa media annua intorno ai 7.000 euro per famiglia, contro una media stimata di 7.390 euro.
All’estremo opposto si trovano Valle d’Aosta e Lazio, dove la spesa raggiunge circa 7.900 euro l’anno, il 13% in più rispetto alle regioni più convenienti.
Ancora più significativa è la differenza quando si rapporta la spesa al reddito familiare. In Calabria e Campania il budget destinato al supermercato arriva ad assorbire circa il 19% del reddito familiare medio, mentre in Trentino-Alto Adige si ferma al 10%. La distanza tra i due estremi è quindi di nove punti percentuali.
La strategia per spendere meno
I risultati dell’indagine suggeriscono che per risparmiare non sia necessariamente necessario cambiare completamente le proprie abitudini, ma può essere utile combinare diverse strategie.
Per alcuni prodotti di base, quelli a lunga conservazione o per l’igiene, il discount può offrire prezzi particolarmente competitivi. Per altre categorie si può puntare sui prodotti a marchio del supermercato, mentre gli articoli di marca possono essere acquistati soprattutto quando sono realmente preferiti o quando sono disponibili in promozione.
Un altro elemento da non sottovalutare è il punto vendita: secondo Altroconsumo, lo stesso prodotto di marca può arrivare a costare più del doppio, con differenze che in alcuni casi raggiungono anche il triplo, a seconda del negozio.
L’indagine, realizzata registrando i prezzi di 124 categorie di prodotti tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026, mostra dunque che una parte importante del risparmio non dipende soltanto da quanto si compra, ma anche da dove, cosa e quando si sceglie di acquistare.
