Tariffe autostradali, verso un aumento dell’1,5%

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Autostrade per l’Italia ha prima annunciato un ritocco al rialzo dell’1,5% delle tariffe autostradali, poi in una nota ha precisato che l’aumento delle tariffe è ancora in fase istruttoria e non è stato ancora deciso dalle istituzioni competenti. I Consumatori protestano

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Tariffe autostradali, verso un aumento dell’1,5% (fonte foto: pixabay)

Tariffe in autostrada verso un aumento dell’1,5%. Autostrade per l’Italia ha prima annunciato un ritocco al rialzo delle tariffe autostradali, poi in una nota ha precisato che l’aumento delle tariffe è ancora in fase istruttoria e non è stato ancora deciso dalle istituzioni competenti. Ma l’annuncio non è sfuggito alle associazioni dei consumatori che non lesinano critiche. Fra l’altro l’aumento si inserirebbe in un contesto di prezzi tutti al rialzo per i consumatori, dalla spesa quotidiana ai carburanti e ai trasporti. E a ridosso delle partenze, per chi potrà concedersi una vacanza.

Tariffe autostradali, si prevede rialzo dell’1,5%

«Prevediamo un aumento delle tariffe autostradali, intorno all’1,5%, parliamo veramente di poco, ne stiamo discutendo in questa fase con il ministero. Sarebbe previsto dal piano economico finanziario a partire da fine giugno-luglio di quest’anno. Ricordo che le nostre tariffe sono rimaste bloccate a partire dal 2018». Sono le parole di Roberto Tomasi, ad di Autostrade per l’Italia, a margine di un seminario in Toscana (Fonte: Il Sole 24 Ore).

In seguito in una nota Aspi ha precisato che la revisione delle tariffe è ancora in fase istruttoria.

Autostrade per l’Italia «ribadisce che è in corso un’istruttoria in sede ministeriale e dunque, come specificato questa mattina (ieri, ndr) dall’Amministratore Delegato Aspi Roberto Tomasi, non ancora deliberata dalle Istituzioni preposte. Già inserita nel Pef (il Piano Economico e Finanziario di Autostrade per l’Italia), recepito il nuovo modello Art, questa rimodulazione prevede un aggiornamento calmierato del +1.5% del pedaggio, dopo un periodo di blocco tariffario durato 4 anni, a partire dal 2018. Si chiarisce inoltre che la revisione tariffaria, essendo già inserita nel Pef, è precedente e dunque non è consequenziale all’attuale incremento dei costi dei materiali».

UNC: non decide Aspi

«Meno male che dopo la sparata di oggi, dove già prevedevano un aumento dell’1,5%, all’Aspi si sono accorti che le tariffe devono passare al vaglio sia dell’Autorità dei trasporti che del ministero – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – La riforma dei pedaggi di Art per fortuna impedisce rincari spropositati ed ingiustificati a danno dei consumatori, non consentendo di inserire voci improprie per giustificare i rialzi dei pedaggi, a fronte di investimenti inesistenti e servizi per gli utenti invariati. Senza contare che ora l’Authority, a fronte di verifiche annuali, può anche revocare gli aumenti già decisi in caso di mancato rispetto dei cronoprogrammi».

Assoutenti: le tariffe devono scendere

Secondo Assoutenti le tariffe autostradali invece dovrebbero scendere, considerato il livello del servizio. L’associazione annuncia che qualsiasi aumento delle tariffe autostradali per la rete di Aspi sarà impugnato da Assoutenti dinanzi al Tar del Lazio, per bloccare «incrementi vergognosi dei pedaggi che non appaiono in nessun modo giustificati».

«Anche solo l’idea di aumentare il costo dei pedaggi sulla rete Aspi è improponibile – afferma il presidente Furio Truzzi – Gli automobilisti che utilizzano l’infrastruttura autostradale pagano ogni giorno il prezzo di un servizio in netto peggioramento, tra cantieri, ritardi, traffico e criticità varie, e proprio in tal senso e per la logica del price-cap le tariffe dovrebbero diminuire, non certo aumentare. Senza contare che Aspi è oramai tornata in mano pubblica con il passaggio alla guida di Cassa Depositi e Prestiti. Per tale motivo, qualora il Ministero dei Trasporti dovesse autorizzare l’incremento tariffario, Assoutenti ricorrerà al Tar del Lazio impugnando i relativi atti, a tutela degli utenti delle autostrade».

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