Tassi di interesse in rialzo, Federconsumatori: crescono i costi di prestiti e mutui

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L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi dei mutui, a tasso variabile e a tasso fisso, nel 2021 e nel 2022, rilevando preoccupanti tendenze al rialzo, destinate a peggiorare

Tassi di interesse in rialzo, Federconsumatori: crescono i costi di prestiti e mutui

Tassi di interesse in rialzo, Federconsumatori: crescono i costi di prestiti e mutui (Fonte immagine: Pixabay)

La Banca Centrale Europea ha deciso recentemente di innalzare i tassi di interesse di 75 punti base, nel tentativo di fermare la corsa dell’inflazione. Pertanto – ha spiegato la BCE in una nota diffusa in data 8 settembre – “i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente all’1,25%, all’1,50% e allo 0,75%, con effetto dal 14 settembre 2022″.

Una decisione che – commenta Federconsumatori – “avrà ripercussioni importanti per i cittadini. Gli effetti principali si vedranno, infatti, sulle rate di prestiti e finanziamenti, ma soprattutto su quelle ben più onerose dei mutui, che già hanno iniziato la loro corsa al rialzo”.

Tassi di interesse in rialzo, quali conseguenze per prestiti e mutui?

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi dei mutui, a tasso variabile e a tasso fisso, nel 2021 e nel 2022, rilevando preoccupanti tendenze al rialzo, destinate a peggiorare.

Nel dettaglio – spiega l’Associazione – stipulando un mutuo a tasso fisso oggi, si avrebbe una rata più onerosa mediamente del 24% rispetto a quella di un mutuo a tasso fisso stipulato a dicembre 2021. Il relativo costo di un mutuo a tasso fisso di 115.000 euro per 25 anni, per esempio, aumenta mediamente di 31.769,40 euro nel 2022.

“Una somma impressionante – commenta Federconsumatori – se si pensa che equivarrebbe a circa 57 rate mensili di un mutuo stipulato ai tassi odierni”.

 

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La situazione è decisamente peggiore per chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile: infatti – prosegue l’associazione – se nel caso appena descritto la differenza di costo è solo ipotetica, considerando la stipula effettuata a diverse condizioni contrattuali in momenti diversi, nel caso del mutuo a tasso variabile invece l’aumento incide direttamente sui pagamenti in corso.

Nel caso di un mutuo a tasso variabile, di 115.000 euro per 25 anni, la rata mensile ha subito un aumento medio del +14%. Questo si traduce in un aggravio di +59,45 euro al mese, ovvero +713,38 euro annui. Di fatto, una rata, oggi, è pari a circa 1,7 volte il valore della rata di dicembre 2021.

“Cifre che, viste le attuali prospettive economiche, sono destinate con tutta probabilità ad aumentare – afferma l’Associazione. – In tal senso chiediamo al Governo che sarà eletto e, soprattutto, a Banca d’Italia di vigilare attentamente sull’andamento dei tassi applicati sui mutui, affinché, oltre ai “normali” aumenti, non si aggiungano fenomeni speculativi da parte degli istituti di credito”.

“Inoltre, è indispensabile, in una fase delicata e complessa come quella attuale, prevedere un ampliamento del fondo di solidarietà per i mutui sulla prima casa c.d. Gasparrini. – conclude Federconsumatori. – Infine, a tutti i cittadini che volessero valutare una surroga del mutuo stipulato, consigliamo di rivolgersi agli sportelli di Federconsumatori, presenti in tutta Italia”.

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