Taxi e Ncc: Mit e Mise indietreggiano sulla regolamentazione
Per la regolamentazione del trasporto pubblico locale non di linea (vedi taxi e Ncc) “sarà istituito un tavolo tecnico con tutti i soggetti interessati”. Si chiudono così gli incontri che si sono svolti in questi giorni tra il Ministero dei Trasporti, il Ministero dello Sviluppo Economico e i rappresentati delle categorie interessate. La minaccia dello sciopero nazionale dei tassisti programmato per domani, 18 marzo, sembra aver irretito il Governo dal prendere una decisione sull’argomento e regolamentare il settore nel ddl concorrenza, preferendo piuttosto l’elaborazione di una legge delega. Lo scopo, si legge nel comunicato stampa del Ministero dei Trasporti, è quello di “tenere conto della regolazione e salvaguardia del servizio pubblico, del principio della concorrenza, della necessità di migliorare i servizi ai cittadini, dell’evoluzione tecnologica del settore, della lotta all’abusivismo, di un migliore incontro tra domanda e offerta, del miglioramento del sistema di programmazione e organizzazione su base territoriale”.
Soddisfatti i tassisti, un po’ meno i sostenitori di Uber e parte delle associazioni dei consumatori. Il timore della paralisi delle città ha fatto fare un passo indietro ai tentativi di regolamentare il servizio che consente a chiunque di improvvisarsi autista a pagamento.
“In pratica il Governo ha ceduto alla piazza e, per paura dello sciopero, si è sottomesso alla lobby dei tassisti, rinunciando ad affrontare la materia, rinviandola ancora una volta” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “A questo punto invitiamo i pensionati ed i lavoratori dipendenti che non hanno avuto la rivalutazione della loro pensione e del loro stipendio, in barba a due sentenze della Corte Costituzionale, a fare altrettanto e a prendere esempio dai tassisti. Scendete in piazza per ottenere i vostri diritti sanciti dalla Costituzione e violati ripetutamente in questi anni” ha dichiarato provocatoriamente Dona.
La legge delega verrà proposta e incardinata al Senato nelle prossime settimane. Lo scontro, di fatto, è solo rimandato.
