Terremoto del Centro Italia, Codacons: promesse tradite. Troppi ritardi nella ricostruzione

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Il Codacons presenta un esposto alla Corte dei Conti in relazione ai ritardi nella ricostruzione dopo il terremoto del Centro Italia. Da Legambiente storie di speranza nei territori feriti

Terremoto del Centro Italia, Codacons: promesse tradite. Troppi ritardi nella ricostruzione

Terremoto del Centro Italia, Codacons: promesse tradite. Troppi ritardi nella ricostruzione

“A sei anni dal terremoto del Centro Italia, che nel 2016 distrusse Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e altri borghi tra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche, il lavoro che resta da fare è ancora enorme e le promesse di una ricostruzione rapida sono, ormai definitivamente, tradite“: questa la denuncia del Codacons, che presenta un esposto alla Corte dei Conti in relazione ai ritardi nella ricostruzione, chiedendo di “ricostruire e valutare la destinazione delle risorse pubbliche – enormi – investite fino a ora”.

Terremoto del Centro Italia, Codacons: troppe famiglie nella precarietà

Per il Codacons, la realtà è che “pur a distanza di così tanto tempo dal terremoto, la zona colpita è ancora lontana da una sembianza di vita normale, per come la si intendeva prima del tragico evento”.

“Le zone colpite dal sisma pullulano ancora di soluzioni abitative d’emergenza e zone rosse, e molti dei luoghi colpiti portano ancora i segni del terremoto: edifici sventrati e macerie sono ancora lì. Strutture fondamentali, spesso fulcro delle piccole comunità dell’entroterra, aspettano ancora di essere ricostruite”, spiega l’associazione.

“Sono troppe – prosegue – le famiglie che vivono ancora nella precarietà e si sentono abbandonate dalle istituzioni, dopo le promesse dei politici arrivati nel tempo a fare passerella nei paesi dell’Appennino. Troppi i ritardi accumulati nella ricostruzione, che hanno generato nelle popolazioni locali un diffuso malessere, una desolazione strisciante fatta di stanchezza, frustrazione e sfiducia. In generale, a sei anni di distanza, si può dire senza problemi che la ricostruzione sia andata per gran parte a rilento, in quello che è diventato uno dei cantieri a cielo aperto più grandi del nostro Paese”.

 

Terremoto Centro Italia

 

“Il fatto che la riduzione del rischio sismico sia tema così secondario nell’agenda politica nazionale – nonostante la vulnerabilità del nostro territorio e delle nostre infrastrutture, nonostante un Paese in cui ogni cinque/otto anni mediamente si verifica un terremoto con conseguenze da gravi a catastrofiche, nonostante circa il 40% del territorio nazionale si trovi in aree ad elevato rischio sismico – rappresenta l’ennesima mancanza di rispetto nei confronti delle popolazioni colpite nel 2016 dal tragico evento”, conclude il Codacons.

Dai territori feriti arrivano anche storie di speranza

In occasione dell’anniversario di quel tragico evento, Legambiente ricorda i risultati ottenuti grazie alla campagna di raccolta fondi Alleva la speranza +, promossa insieme ed Enel, che ha fornito un contributo concreto per risollevare l’economia locale e aiutare famiglie e giovani imprenditori a ricostruire il futuro nella propria terra.

“Sei anni fa il sisma del Centro Italia ha segnato il nostro Paese lasciando una ferita profonda e tutt’ora visibile – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – In questi anni la macchina della ricostruzione è proceduta a rilento tra ritardi, difficoltà burocratiche e altri problemi. Con la campagna Alleva la speranza e Alleva la speranza + abbiamo voluto lanciare insieme a Enel un importante messaggio di rinascita e resilienza ai territori del Centro Italia colpiti dal sisma, dando loro anche un aiuto concreto. Le storie dei tanti protagonisti e beneficiari che abbiamo supportato e stiamo tuttora aiutando, ci raccontano la forza di un territorio che sa guardare avanti nonostante le difficoltà, puntando sulla sostenibilità, sul turismo slow, sull’agricoltura biologica. E questo ci lascia sperare per il futuro del Centro Italia post sisma”.

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