Tiger Shop, multa Antitrust da un milione di euro
L’Antitrust multa Tiger Shop per un milione di euro per una serie di pratiche commerciali scorrette attuate nelle vendite online e nella fase post vendita
Tiger Shop, multa Antitrust da 1 milione di euro totali
L’Antitrust multa Tiger Shop per un milione di euro per informazioni ingannevoli sui prodotti venduti online e mancata consegna dei prodotti, omessa o ritardata assistenza ai consumatori e ostacoli ai rimborsi. Una serie di pratiche commerciali che riguardano sia la vendita sia il post vendita fatte da Tiger Group, che attraverso il sito Tiger Shop vende prodotti di informatica, telefonia, elettronica e video-giochi. Due le sanzioni Antitrust per due pratiche distinte, ognuna multata per 500 mila euro.
Tiger Shop, le pratiche commerciali contestate
Le violazioni al Codice del Consumo contestate dall’Antitrust e considerate pratica commerciale scorretta sono due.
La prima è relativa alla «diffusione di informazioni ingannevoli sulle caratteristiche dei prodotti venduti online, sui tempi di consegna e sul preteso riconoscimento quale miglior e-commerce di elettronica nonché relativa all’adozione di modalità scorrette del processo di vendita online».
La seconda pratica commerciale scorretta è relativa alla «mancata consegna dei prodotti venduti online, all’omessa o inadeguata fornitura del servizio di assistenza post-vendita e all’ostacolo all’esercizio dei diritti di recesso e rimborso dei consumatori».
L’e-commerce e l’asimmetria informativa del consumatore
Il contesto in cui il comportamento di Tiger Shop si colloca, spiega l’Antitrust nel provvedimento, è «il settore dell’e-commerce, comparto in forte crescita e caratterizzato da una concorrenza molto accesa, nel quale la spersonalizzazione del rapporto d’acquisto indebolisce di fatto il consumatore/acquirente e lo pone in una posizione di inevitabile asimmetria informativa rispetto al Professionista».
Tiger Shop, ecco perché le pratiche sono scorrette
Tiger Group, dice l’Antitrust, «ha pubblicato offerte non veritiere con riferimento alla disponibilità dei prodotti, i tempi di consegna indicati nonché alcuni tra i principali diritti dei consumatori, impedendo loro di effettuare una scelta consapevole e informata. Successivamente al perfezionamento del contratto, il Professionista ha ostacolato il diritto dei consumatori di ottenere la consegna del bene, di ricevere un adeguato servizio di assistenza post-vendita, nonché di recedere dal contratto e ottenere i rimborsi ad essi spettanti secondo le modalità ed i tempi stabiliti dalla legge, pregiudicando altresì la possibilità di rivolgersi ad altri fornitori per soddisfare le loro esigenze»
I consumatori, spiega l’Antitrust, sono infatti indotti a fare l’ordine online in base alla prospettata disponibilità del prodotto. E «subiscono dapprima l’immediato prelievo dell’importo corrispondente al prezzo di acquisto del prodotto e poi la ritardata/mancata consegna e l’annullamento dell’ordine». Questa è una pratica scorretta.
Ed è una pratica scorretta anche tutta la fase successiva all’acquisto online, con comportamenti che consistono nella «ritardata/mancata consegna dei prodotti venduti online, nell’omissione di informazioni relative al tracking e allo stato di spedizione degli ordini, nell’omessa o inadeguata fornitura del servizio di assistenza post-vendita e nell’ostacolo all’esercizio dei diritti di recesso e/o rimborso dei consumatori».
