Torna la truffa dei ricambi usati. Il consumatore paga per un pezzo che non c’è
L’Associazione Demolitori Autoveicoli denuncia una nuova ondata di truffe basate sulla falsa vendita dei ricambi usati. Attenzione a siti clone e social network
Torna la truffa dei ricambi auto usati
Torna la truffa dei ricambi auto usati. Le tecniche usate sono sempre più sofisticate, ricorrono alla clonazione di siti web di imprese reali, usano i social network. Ma il risultato è sempre lo stesso: il consumatore paga per un ricambio auto che non esiste. E si reca in centro di demolizione che non sa nulla della presunta vendita.
Aumentano le segnalazioni di frodi
L’allarme viene da ADA – Associazione Demolitori Autoveicoli, che nelle ultime settimane registra “un significativo aumento delle segnalazioni da parte di aziende associate e consumatori vittime di raggiri sempre più sofisticati. I truffatori utilizzano infatti il nome, il logo e i dati di aziende di autodemolizione autorizzate per apparire credibili e convincere gli acquirenti a effettuare pagamenti anticipati per ricambi che non verranno mai consegnati”.
«Queste truffe – ha dichiarato la presidente di ADA, Valentina Varini – non colpiscono soltanto chi perde denaro acquistando un ricambio che non arriverà mai, ma danneggiano anche le imprese autorizzate, la cui immagine viene utilizzata in modo fraudolento. Per questo chiediamo ai cittadini di verificare sempre l’identità del venditore prima di effettuare qualsiasi pagamento».
Come funziona la truffa
La truffa fa infatti leva sulla convinzione del cliente di avere a che fare con una vera impresa autorizzata. Vengono clonati i siti web di imprese realmente esistenti, vengono creati falsi profili sui social network e pubblicati annunci su marketplace con offerte particolarmente vantaggiose. Una volta ottenuto il pagamento, spesso tramite bonifico istantaneo o carte prepagate, i truffatori indirizzano la vittima presso un ignaro centro di demolizione per il ritiro del pezzo acquistato. Solo qui il malcapitato scoprirà di essere stato truffato. La vittima della truffa perde il denaro versato mentre le aziende autorizzate, il cui nome viene sfruttato in modo illecito, si ritrovano con una reputazione compromessa e nella situazione di dover gestire reclami e richieste di assistenza per vendite mai effettuate.
La sigla aveva già denunciato in passato la truffa dei ricambi usati. E continua a promuovere campagne di informazione proprio per diffondere una maggiore consapevolezza su questo rischio. Lancia allora una serie di regole per acquistare in sicurezza e per ridurre il rischio di ritrovarsi in frodi di questo tipo:
- verificare sempre che il sito internet e l’inserzione siano riconducibili all’azienda ufficiale;
- contattare direttamente il venditore utilizzando il numero di telefono pubblicato sul sito ufficiale prima di procedere all’acquisto;
- controllare attentamente le modalità di pagamento e verificare che l’IBAN sia intestato all’azienda;
- diffidare di richieste di pagamento su carte prepagate o su conti correnti intestati a persone fisiche: i demolitori autorizzati operano esclusivamente tramite conti aziendali.
«Solo attraverso la collaborazione tra consumatori, imprese e istituzioni – conclude Varini – possiamo arginare un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti e tutelare chi opera ogni giorno nel rispetto delle regole».
