Trasporto pubblico locale, troppo tempo prima di poter reclamare i diritti all’Autorità

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Novanta giorni di attesa di attesa prima di poter presentare un reclamo sembrano davvero troppi. Eppure, in caso di disservizi del trasporto pubblico locale, il Regolamento relativo alla tutela dei passeggeri, all’articolo 3 stabilisce che “il reclamo all’Autorità è improcedibile qualora non sia già stato presentato un reclamo all’impresa o se presentato, qualora non sia inutilmente decorso il termine di 90 giorni dalla presentazione del reclamo all’impresa”.
Un tempo di attesa troppo lungo quindi prima di potersi rivolgere all’Autorità. Per questo motivo, Cittadinanzattiva ha inviato una lettera all’Autorità di regolazione dei Trasporti affinchè sia rivisto l’attuale regolamento sanzionatorio che viola le disposizioni del regolamento (UE) n. 181/2011 relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus.
“La scarsa capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini del settore dei trasporti pubblici locali (tpl)”, ha spiegato Tina Napoli, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva “grava non poco sulla qualità della vita dei cittadini e non solo. Un trasporto locale poco efficiente incide a sfavore della coesione sociale e dello sviluppo economico delle aree urbane, nonché della riduzione delle emissioni inquinanti di cui i trasporti sono responsabili per oltre un quarto, e dell’adozione di modelli di mobilità più sostenibili. A fronte di ciò, assume sempre maggior rilievo il contributo che il cittadino può offrire in prima persona per il miglioramento del settore, a partire dall’esercizio della prima forma di tutela del proprio diritto alla mobilità: il reclamo”.
La pratica del reclamo nel settore del tpl è poco diffusa in quanto il settore è percepito come cristallizzato nelle proprie inefficienze e “i cittadini stessi si sentono demotivati dal presentare reclami la cui procedura spesso risulta troppo farraginosa e gli strumenti di tutela ancora poco efficaci”, la Napoli. Cittadinanzattiva invita inoltre i cittadini a partecipare alla consultazione civica (online fino al 31 luglio) sulla mobilità sostenibile, che si pone come obiettivo quello di coinvolgere gli stessi per partecipare in maniera propositiva alla definizione del servizio stesso reclamando e denunciando rischi e opportunità connessi non solo alle forme di mobilità più tradizionali (tpl) ma anche a nuovi servizi come il car sharing, il car pooling.

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