Turismo, fra Natale e fine anno la spinta arriva dagli stranieri

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Per il turismo di Natale e fine anno si stimano oltre 17 milioni di presenze. La spinta viene dagli stranieri, in aumento del 3,1%. La crescita maggiore per città e centri d’arte

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Turismo di Natale e fine anno, le previsioni (Foto Pixabay)

Il turismo di Natale e fine anno cresce per la spinta degli stranieri: sono 8 milioni e 100 mila le presenze straniere stimate, in aumento del 3,1% e con una quota di mercato che sale al 46% complessivo. Gli italiani sono la maggioranza per il turismo del periodo, con 9 milioni e mezzo di presenze, ma sostanzialmente stabili. Le stime di Assoturismo Confesercenti sul turismo di Natale e Capodanno vedono la domanda internazionale come fattore importante di traino per il movimento turistico, che potrebbe segnare anche qualche dato positivo in più dalle partenze last minute a ridosso delle feste. L’indagine stima un aumento delle presenze complessive del +1,3%, per un totale di circa 17,6 milioni.

Verso città e centri d’arte

Fra le destinazioni, le città e i centri d’arte si confermano principali attrattori, anche grazie a un calendario ricco di eventi e manifestazioni culturali, con un incremento atteso del +2,7%.

Segnali positivi arrivano dalla montagna, prevista in crescita del +2,3%. In leggero aumento o stabilità le altre destinazioni: località marine (+0,3%), rurali e di collina (+0,7%), laghi (+0,6%), termale (+0,7%). Sul fronte dell’offerta, la variazione stimata premia in particolare l’extralberghiero (+2,2%), mentre per il comparto alberghiero la crescita attesa è del +1%. A livello territoriale, andamenti differenziati ma complessivamente positivi: Centro (+2%), Nord Ovest (+1,8%), Nord Est (+1%), Sud e Isole (+0,4%).

«Il turismo si conferma dinamico anche in questa fase dell’anno, con una spinta evidente nelle città d’arte e nelle destinazioni tipiche del periodo invernale – commenta Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti – È un segnale importante: la destagionalizzazione prosegue e va consolidata, trasformando la domanda di questi mesi in un’opportunità strutturale per imprese e territori, ma soprattutto nel Mezzogiorno occorre accelerare su questo percorso. In questa direzione, certo, non aiutano i prezzi dei collegamenti Nord-Sud, che continuano a rappresentare un freno alla mobilità interna e alla piena valorizzazione delle destinazioni del Sud nel periodo delle feste invernali».

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