Turismo, indagine Demoskopika: con il caldo estivo fino a 3,7 milioni di presenze a rischio

Secondo le stime il caldo estivo potrebbe comportare fino a 3,7 milioni di pernottamenti mancati ogni anno. Il Mezzogiorno balneare è il più esposto

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Turismo, indagine Demoskopika: con il caldo estivo fino a 3,7 milioni di presenze a rischio

Turismo, indagine Demoskopika: con il caldo estivo fino a 3,7 milioni di presenze a rischio (foto Pixabay)

Il caldo sempre più feroce mette a rischio fino a 3,7 milioni di presenze turistiche durante l’estate. Secondo l’indagine “L’impatto del clima sul turismo italiano. Presenze, spesa e stagionalità. Analisi 1990-2036” dell’Istituto Demoskopika, nelle località turistiche italiane il caldo eccessivo è aumentato di oltre due terzi in trent’anni. Negli anni Novanta un’estate contava in media 18 giornate con una temperatura percepita di almeno 33 gradi, sui 62 giorni di luglio e agosto.

Nell’ultimo decennio sono diventate 30, quasi una giornata d’estate su due, e fra il 2027 e il 2036 salirebbero a circa 35.

L’impatto del caldo estivo sul turismo

Secondo le stime, dunque, il caldo estivo potrebbe comportare fino a 3,7 milioni di pernottamenti mancati ogni anno, parzialmente compensati da circa 900 mila presenze aggiuntive nei mesi di spalla, con un saldo negativo fino a 2,8 milioni di notti e 214 milioni di euro di spesa turistica diretta. In particolare, quasi otto notti mancate su dieci (2,9 milioni) riguardano il turismo domestico. Per gli stranieri, che prenotano con largo anticipo, l’effetto è minore (0,8 milioni) e incerto.

Il caldo penalizza soprattutto le località balneari, mentre quelle montane risultano meno esposte e primavera e autunno beneficiano di temperature più miti. In particolare, il Mezzogiorno balneare è il più esposto e recupera meno, mentre città d’arte e montagna quasi pareggiano. In particolare, nei sistemi turistici del Sud, primavera e autunno compenserebbero appena il 14% dei pernottamenti estivi a rischio, contro il 71% delle destinazioni urbane e montane.

Il fenomeno si accompagna, inoltre, a una trasformazione delle abitudini di viaggio: la quota dei pernottamenti degli italiani a luglio e agosto è scesa dal 45,6% al 39,7%, mentre la permanenza media estiva degli italiani si è ridotta da 7,3 a 4,6 notti.

Nel 2036 il caldo potrebbe costare al turismo estivo fino a mezzo miliardo di euro

Secondo le previsioni la situazione è destinata a peggiorare. Secondo le elaborazioni dell’Istituto Demoskopika, nel periodo 2027-2036 le giornate di caldo eccessivo nelle località turistiche salirebbero a circa 35 sulle 62 complessive di luglio e agosto, cinque in più rispetto a oggi, con gli incrementi maggiori in Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Veneto.

La vulnerabilità resterebbe più alta nel Mezzogiorno balneare, dove il turismo dipende di più dall’estate. A parità di flussi, i pernottamenti estivi a rischio raggiungerebbero 5,2 milioni l’anno, per una perdita potenziale di 415 milioni di euro di spesa turistica diretta. Se il comparto continuasse a crescere dell’1,6% annuo, le presenze a rischio salirebbero fino a 6,3 milioni, per un valore di 500 milioni di euro.

Secondo l’indagine il recupero di circa 1,3 milioni di pernottamenti in primavera e autunno non basterebbe a compensare le perdite estive. Si tratta, tuttavia, di stime potenziali – commenta l’Istituto – che potrebbero essere ridimensionate attraverso strategie di adattamento dell’offerta e una maggiore flessibilità dei calendari delle vacanze.

 

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