Tutela vulnerabilità gas, a febbraio prezzo a meno 2,8%. Ma prima del Medio Oriente
Dal febbraio il prezzo di riferimento nella tutela vulnerabilità gas scende del 2,8% rispetto a gennaio. Ma il calo non tiene conto dell’andamento dei prezzi seguiti all’escalation in Medio Oriente
Tutela vulnerabilità gas, a febbraio prezzo a meno 2,8%. Ma prima del Medio Oriente (Foto Pixabay)
Dal 1° febbraio 2026 il prezzo di riferimento del gas per i vulnerabili scende del 2,8% rispetto a gennaio. Ma si tratta di un valore che non tiene conto dell’andamento dei prezzi del gas esplosi con la guerra in Medio Oriente.
L’aggiornamento dei prezzi del gas per i clienti vulnerabili
L’Autorità per l’energia, reti e ambiente ha comunicato oggi il valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità gas per il mese di febbraio 2026. Tornano a diminuire le quotazioni all’ingrosso rispetto a quelle registrate a gennaio, e il prezzo della sola materia prima gas (CMEM,m), per i clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità, è pari a 35,21 €/MWh. Per il mese di febbraio 2026, il prezzo di riferimento del gas per il nuovo cliente tipo nel servizio di tutela vulnerabilità gas è dunque pari a 109,85 centesimi di euro per metro cubo (-2,8% su gennaio).
Arera precisa in una nota che “il calo del 2,8%, essendo riferito a febbraio, non tiene conto dell’andamento dei prezzi del gas dei giorni immediatamente successivi, segnati dalle forti tensioni sui mercati in seguito all’escalation in Medio Oriente”.
UNC: “Dati relativi a un mondo che non c’è più”
Il Codacons evidenzia che con le nuove tariffe del gas per gli utenti vulnerabili la bolletta media, per un consumo di 1.100 metri cubi annui a famiglia, si attesta a 1.208 euro, equivalente ad una minore spesa annua, nell’ipotesi di prezzi costanti, di 35 euro a nucleo rispetto alle tariffe di gennaio.
Ma appunto tutto questo non tiene conto della guerra in Medio Oriente. “Peccato che si tratti di dati relativi a un mondo che non c’è più – commenta infatti Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente iniziata il 28 febbraio il prezzo, non solo del gas, ma anche della luce, per via del noto mancato disaccoppiamento del prezzo della luce da quello del gas, sono esplosi. Il Pun, il Prezzo Unico Nazionale a cui sono agganciati i contratti a prezzo variabile dell’energia elettrica, è passato da 107,03 euro a MWh di sabato al dato attualmente pari a 165,74 euro, con balzo astronomico del 54,85% in appena 4 giorni. Il rischio che le bollette esplodano è concreto. Per fortuna la stagione termica sta per concludersi, altrimenti i guai sarebbero ancora maggiori”.
La spesa totale nel 2025, per gli utenti tipo vulnerabili, nell’ipotesi di prezzi costanti, scende a 1208 euro che, sommati ai 559 euro della luce, determinano una stangata complessiva annua pari a 1767 euro. “Se il prezzo del gas scende oggi del 2,8%, rispetto ai tempi pre-crisi del febbraio 2021 è oggi superiore del 55% – analizza UNC – mentre rispetto al record storico del febbraio 2022, in base alla nuova serie storica ricostruita secondo il nuovo cliente tipo, è inferiore del 20,2%. Nel confronto con lo scorso anno è più basso del 15,8%”.
