Unesco, Coldiretti: 2 milioni di firme perché la pizza diventi patrimonio umanità

0

Due milioni di firme perché la pizza diventi patrimonio immateriale dell’umanità. Durante il fine settimana “è stato raggiunto l’obiettivo delle due milioni di firme a sostegno della votazione per riconoscimento dell’arte dei pizzaiuoli napoletani a patrimonio immateriale dell’Unesco fissato dal 4 dicembre in Corea del Sud”: è quanto ha resto noto Coldiretti. Il percorso della candidatura è stato lungo. E la pizza sarà l’unica italiana delle 34 candidature che saranno esaminati dal Comitato Intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio immateriale dell’Unesco.

“La pizza napoletana – sottolinea la Coldiretti – dal 4 febbraio 2010 è stata ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea, ma ora l’obiettivo è quello di arrivare ad un riconoscimento internazionale di fronte al moltiplicarsi di atti di pirateria alimentare e di appropriazione indebita dell’identità”. L’adesione della Coldiretti insieme all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e alla fondazione UniVerde dell’ex ministro dell’Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio “ha creato tutte le condizioni per raggiungere un risultato storico per il prodotto simbolo dell’identità nazionale”, aggiunge Coldiretti.

“La candidatura della pizza a patrimonio immateriale dell’umanità tutela un settore che vale 10 miliardi di euro con almeno 100 mila lavoratori fissi nel settore della pizza ai quali – sottolinea Coldiretti – se ne aggiungono altri 50 mila nel fine settimana, secondo i dati dell’Accademia Pizzaioli”. La pizza è anche un vero e proprio simbolo dell’italianità nel mondo: il 39% degli italiani la considera simbolo culinario dell’Italia e, secondo un sondaggio online della società Dante Alighieri, “pizza” è la parole italiana più conosciuta all’estero, seguita da cappuccino, spaghetti ed espresso.

Aggiunge Coldiretti: “La passione per la pizza è diventata planetaria, con gli americani che sono i maggiori consumatori con 13 chili a testa mentre gli italiani guidano la classifica in Europa con 7,6 chili all’anno, e staccano spagnoli (4,3), francesi e tedeschi (4,2), britannici (4), belgi (3,8), portoghesi (3,6) e austriaci, che con 3,3 chili di pizza pro capite annui chiudono questa classifica. L’arte dei pizzaiuoli napoletani – dice Coldiretti – sarebbe il settimo “tesoro” italiano ad essere iscritto nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. L’elenco tricolore comprende anche l’Opera dei pupi (iscritta nel 2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010) l’Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014)”.

About The Author

What do you feel about this?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *