Viaggi, Findomestic: italiani fatalisti ma condizionati dal “fattore terrorismo”
Un terzo degli italiani si è sentito condizionato dal “fattore terrorismo” nella scelta della meta di viaggio durante l’ultima occasione di vacanza – il Natale – e oltre la metà dichiara che la minaccia di nuovi attentati inciderà in qualche modo sulla programmazione delle vacanze di quest’anno, anche se in molti sono piuttosto fatalisti e ritengono che nessuna meta di viaggio sia davvero sicura e protetta da ogni rischio. L’ultimo Osservatorio Findomestic, relativo al mese di gennaio, ha un focus sulle vacanze degli italiani e sul peso del “rischio terrorismo”.
Durante le vacanze natalizie del 2015, il 35,2% della popolazione attiva (18-64 anni) ha deciso di godere di qualche giorno di vacanza. La maggior parte degli italiani in viaggio (il 63,9%) ha optato per un soggiorno breve (da 2 a 5 giorni), mentre il 22,9% ha trascorso qualche giorno in più (da 6 a 10). La meta su cui è ricaduta la scelta dell’82% della popolazione è stata la Penisola, complice la varietà delle città di interesse culturale: il 17,5% ha infatti goduto delle bellezze delle città d’arte, il 29% ha potuto ammirare i paesaggi di montagna e il 16,6% ha preferito il mare o il lago. Chi non è partito lo ha fatto nel 40,4% dei casi per motivi economici.
L’Osservatorio ha poi analizzato il peso degli ultimi attacchi terroristici nella propensione a viaggiare degli italiani. Gli attacchi in mete spesso visitate dagli italiani, primi fra tutti Parigi, l’Egitto e la Turchia, “hanno hanno costituito un elemento di destabilizzazione – evidenzia la ricerca – Il 32,1% ha dichiarato di essersi sentito condizionato nella scelta delle proprie ferie natalizie. In oltre tre casi su dieci il “fattore terrorismo” ha influito nella scelta della destinazione e del mezzo di trasporto in merito al quale l’aereo è considerato quello più “pericoloso”. Per l’anno in corso, quando arriverà il momento di programmare un viaggio, per quanto riguarda la scelta della meta gli italiani si considerano “fatalisti”: il 28,4% della popolazione crede che nessuna delle mete sia veramente protetta da ogni rischio. Un altro 26,9% ritiene comunque l’Italia la meta più sicura da scegliere. Più distanziate (intorno all’8-9%) sono valutate le città australiane e dell’Europa in generale”.
Guardando poi alla soddisfazione degli italiani per la situazione politica, economica e sociale del Paese e per la propria condizione personale, i dati dell’Osservatorio Findomestic mostrano una leggera flessione dopo il trend favorevole dell’ultimo semestre. Nei vari mercati analizzati, risultano in crescita le intenzioni d’acquisto per i settori casa, tempo libero, elettrodomestici e informatica.
