Videogiochi e tutela consumatori, l’Antitrust guida le azioni sul gruppo Microsoft
Le autorità di tutela del consumatore europee, coordinate dalla Commissione Ue, hanno avviato azioni coordinate nei confronti di società di videogiochi per promuovere trasparenza ed equità a tutela dei giocatori e dei minori. L’Antitrust guida l’azione verso Activision Blizzard UK Limited
Videogiochi e tutela consumatori, l'azione dell'Antitrust (Foto Pixabay)
L’esigenza è quella di tutelare gli utenti dei videogiochi, soprattutto i minori, da pratiche poco trasparenti. Spesso queste investono la valuta virtuale che viene spesa per avanzare nei videogiochi o dark pattern manipolativi o la difficoltà di controllare quanto viene speso. Nei giorni scorsi la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC) ha avviato azioni coordinate a livello dell’UE su una serie di società di videogiochi, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei diritti dei giocatori (i cosiddetti “gamer”). Le azioni nei settori del gaming riguardano dieci società di videogiochi (Activision Blizzard UK Limited, Crytek GmbH, InnoGames GmbH, King.com Limited, Mojang AB, Plarium Europe S.à.r.l., PLR Worldwide Sales Limited, Riot Games Limited, Supercell Oy e Ubisoft EMEA SAS).
Trasparenza per i giocatori e i minori
“Queste iniziative mirano a garantire la piena applicazione dei principi UE nel settore del gaming per promuovere trasparenza ed equità a tutela dei diritti dei consumatori utenti di videogiochi e, in particolare, dei minori”, spiega l’Autorità garante della concorrenza italiana.
Una delle azioni coordinate annunciate dalla Commissione europea è infatti quella avviata dall’Antitrust italiana, come capofila, insieme alle autorità di tutela dei consumatori di Norvegia e Danimarca, nei confronti di Activision Blizzard UK Limited e altre società del gruppo Microsoft per verificare la sussistenza di una “infrazione diffusa”, ossia comportamenti contrari alle norme europee di tutela dei consumatori suscettibili di pregiudicare gli interessi di consumatori di più stati Ue.
Faro su Diablo Immortal e Call of Duty
Questa azione coordinata, spiega l’Antitrust, fa da cornice alle istruttorie già avviate dall’Autorità a livello nazionale nel dicembre scorso, nei confronti di alcune società del gruppo Microsoft con riferimento ai due videogiochi Diablo Immortal e Call of Duty. L’Autorità ha infatti avviato due istruttorie sull’ipotesi di pratiche commerciali scorrette, design manipolativi per sollecitare gli acquisti in-game con ripetute esortazioni e indurre il consumatore a giocare di continuo e con una scarsa tutela nei confronti di minori.
L’Antitrust contesta “un deficit di trasparenza ed equità nell’uso delle valute virtuali all’interno dei giochi”.
I prezzi degli acquisti in-game (miglioramenti estetici, pacchetti di potenziamento armi) nei giochi online sono spesso espressi in una valuta (platino, globi, diamanti) diversa dall’euro ma che deriva, direttamente o indirettamente (tramite utilizzo di valute multiple), da un esborso in euro.
Una serie di pratiche rende poco chiaro e controllabile per i giocatori, specialmente per i vulnerabili – persone a rischio dipendenza e minori – la quantità di denaro spesa. Nel mirino dell’Antitrust ci sono meccanismi di ‘game design’ (ad esempio la vendita di valuta virtuale in pacchetti predefiniti o ‘bundle’), tecniche di design manipolativo delle interfacce (dark patterns), inadeguatezza di sistemi di controllo parentale, mancanza di assistenza nel caso di account bloccati.
Un esempio delle pratiche contestate riguarda ad esempio il design manipolativo che induce il giocatore a giocare con sempre maggiore assiduità e a farlo aderire alle offerte proposte, con ripetute esortazioni, durante e fuori le sessioni di gioco, a non perdere i “premi”, inviti fatti sia attraverso messaggi in-app che notifiche, e ad acquistare contenuti limitati prima che non siano più disponibili.
