ClimateStrike, Amnesty: il cambiamento climatico è una questione di diritti umani

Il cambiamento climatico è anche una questione di diritti umani. Le sue conseguenze si abbattono soprattutto sulle persone più vulnerabili, quelle più esposte e fragili, sui bambini. Quelli che soffrono direttamente i disastri naturali esacerbati dal clima – un’alluvione, un’ondata di calore – soffrono di stress post traumatico. E dunque “se i governi non affronteranno il cambiamento climatico potrebbero determinare la più grande violazione intergenerazionale dei diritti umani nella storia”. È quanto denuncia Amnesty International alla vigilia del ClimateStrike di domani. Amnesty è decisamente dalla parte degli studenti in sciopero per difendere il clima.

La mobilitazione di domani, quando i giovani scenderanno in piazza in tutto il mondo per chiedere un’azione efficace contro il cambiamento climatico, chiama in causa direttamente l’attuale “vergognosa assenza d’azione” degli adulti e della classe politica, sottolinea Amnesty. “Amnesty International sta dalla parte dei giovani che stanno dando vita e prenderanno parte allo sciopero degli studenti per un’azione sul cambiamento climatico. Questo è un importante movimento per la giustizia sociale che sta mobilitando migliaia di persone per chiedere pacificamente ai governi di fermare il cambiamento climatico”, ha dichiarato Kumi Naidoo, segretario generale di Amnesty International.

Il cambiamento climatico ha ora e avrà in futuro un impatto sempre più devastante sui diritti umani, a meno che i governi non agiscano subito. “Il cambiamento climatico colpisce specialmente persone già vulnerabili, svantaggiate o discriminate – denuncia l’associazione – Soprattutto a rischio sono i bambini, a causa del loro particolare metabolismo, della loro fisiologia e delle loro necessità in termini di sviluppo. Il cambiamento climatico pone in pericolo anche la loro salute mentale: i bambini colpiti da eventi traumatici come i disastri naturali, esacerbati dal cambiamento climatico, possono andare incontro a disordini da stress post-traumatico”.

Gli eventi catastrofici esacerbati dal cambiamento climatico e resi più intensi e devastanti, le prolungate siccità, le tempeste tropicali, le ondate di calore, colpiscono milioni di persone. Dall’Africa all’Asia ai Caraibi. La scorsa estate dall’Artico alla Grecia, dal Pakistan agli Stati Uniti le popolazioni hanno sofferto devastanti ondate di calore e incendi che hanno ucciso e ferito centinaia di persone. “Il cambiamento climatico è una questione di diritti umani proprio a causa dell’impatto che ha sulle persone – dice Naidoo –  Riassume ed esaspera le ineguaglianze esistenti e proprio i bambini, crescendo, assisteranno ai suoi tremendi effetti. Il fatto che la maggior parte dei governi faccia poco o nulla per reagire alla sicura mutua distruzione rappresenta una delle più grandi violazioni intergenerazionali dei diritti umani della storia”.

Amnesty International chiede agli Stati di aumentare in modo sostanziale gli impegni sul clima e di farlo rispettando i diritti umani, facendo partecipare le comunità più a rischio e i giovani alla discussione su come affrontare il cambiamento climatico, e fornendo tutte le informazioni e gli strumenti educativi per coinvolgerli nei processi decisionali. “Non c’è nulla che possa impedire ai governi di fare tutto ciò che è in loro potere per ridurre le emissioni dei gas serra nel più breve tempo possibile. Non c’è nulla che possa impedire loro di trovare il modo per dimezzare entro il 2030 le emissioni e di arrivare a zero nel 2050, come chiedono gli scienziati del clima – ha proseguito Naidoo – L’unico ostacolo per proteggere l’umanità dal cambiamento climatico è il fatto che i nostri leader non hanno la volontà politica e hanno fatto ben pochi tentativi. Gli esponenti politici possono anche continuare a trovare scuse per la loro mancanza d’azione, ma la natura non prende parte a negoziati. I governi devono ascoltare i giovani e prendere provvedimenti immediati per fermare il cambiamento climatico, perché l’alternativa è impensabile”.

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