Green economy, Rapporto ENEA individua 6 settori strategici per lo sviluppo

Promuove inoltre un’idea di benessere non legata alla crescita del consumismo, ma allo sviluppo di consumi più equi, sobri e consapevoli, e sollecita un uso efficiente dell’energia e delle risorse materiali, innovazioni di prodotto e di processo, nuove competenze e professionalità, con significative possibilità di aumento dell’occupazione. E’ questo l’obiettivo della Green Economy oggetto di un Rapporto presentato oggi da ENEA e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile a supporto degli Stati generali della Green economy, che si sono tenuti recentemente in occasione della Fiera Ecomondo di Rimini.

Il Rapporto passa in rassegna sei settori ritenuti strategici per una conversione ecologica dell’ economia: ecoinnovazione, efficienza e risparmio energetico, fonti rinnovabili, usi efficienti delle risorse e riciclo dei rifiuti, filiere agricole di qualità ecologica e mobilità sostenibile. Ecco alcune delle indicazioni settore per settore. L’analisi di questi settori strategici, anche sulla base di confronti internazionali, evidenzia come una svolta economica in chiave green abbia rilevanti potenzialità di sviluppo proprio in Italia.

L’ eco innovazione, innanzitutto, è ritenuto uno dei principale drivers dello sviluppo sostenibile. L’ Italia però, secondo l’ ultima rilevazione dell’ Eco-innovation Scoreboard del 2011, è al sedicesimo posto nell’ Europa a 27 e sotto la media europea. A pesare sul giudizio è il grave ritardo nello sviluppo dell’ ecoinnovazione che in buona parte viene importata e non prodotta in Italia. Positive invece  le certificazioni di sistemi di gestione ambientale, la produttività energetica, l’ intensità delle emissioni di gas serra, lo sviluppo del lavoro nelle eco-industrie dove è impegnata il 2,12% della forza lavoro contro la media europea dell’ 1,53%.

E’ anche intervenendo con misure di efficienza energetica su 11.000 uffici pubblici, 30.000 edifici scolastici e 70.000 di social housing che è possibile un risparmio energetico al 2020 di un Mtep pari alla riduzione del 33%  dei consumi negli edifici considerati, mentre un risparmio di altri 0,33Mtep l’ anno sarebbe possibile intervenendo sul 3% degli edifici di edilizia privata. 

Per quanto riguarda le fonti rinnovabili, nel nostro Paese esse hanno rappresentato nel 2011 il terzo settore di approvvigionamento energetico (dopo petrolio e gas) con oltre il 13% del consumo totale lordo facendo anche registrare l’ incremento maggiore tra tutte le fonti, +7%. La crescita maggiore è del fotovoltaico cresciuto di oltre cinque volte e mezzo rispetto al 2010 e con 9,3 GW installati nel 2011 ha reso l’ Italia il primo mercato al mondo del fotovoltaico. L’ Italia risulta anche il terzo paese dell’ Ue per occupati nelle rinnovabili (dopo Germania e Francia) con 108.150 occupati.  Per raggiungere gli obiettivi europei al 2020 è stato anche  stabilito un “burden sharing” fra le regioni italiane:  La regione che dovrà generare più energia rinnovabile è la Lombardia con  2.905 ktep, seguita da Piemonte e Toscana. Se si compie un’ analisi dei consumi di rinnovabili, le regioni da cui si attende il maggior consumo  sono Marche e Sicilia.

Il Rapporto evidenzia una criticità nella gestione dei rifiuti: il metodo di smaltimento preferito è la discarica circa il 49%, ma ci sono 10 regioni, dalla Liguria alla Sicilia, che mandano in discarica più del 60% dei rifiuti urbani. Ci sono invece in Europa sei paesi a discarica zero o quasi zero che hanno tassi di riciclo pari al 60%.

Buona la performances per quanto riguarda l’agricoltura biologica. L’Italia si colloca al secondo posto con 243 prodotti DOP, IGP e STG, le oltre 4.600 specialità regionali, i 521 vini  DOC,DOCG e IGT e soprattutto i risultati raggiunti dall’ agricoltura biologica, il metodo di produzione sostenibile più strutturato.

Infine il tasto dolente della mobilità: nel nostro Paese circola il più alto numero di auto rpivate (37 milioni) e il Rapporto evidenzia che governare la domanda di trasporto, soprattutto in ambito urbano, significa  agire su tre grandezze: lo spostamento attraverso misure come il telelavoro o il car sharing;  la distanza, attraverso misure di smart growth per riportare la lunghezza degli spostamenti a livello di 10 anni fa (-9 Mt di CO2 al 2030);  il tasso di occupazione del veicolo, oggi di 1,2 passeggeri a veicolo in città., attraverso misure come il car pooling, la city logistic. Dal punto di vista tecnologico auto ibrida, auto elettrica, biocarburanti, eco-driving, sistemi di gestione del traffico ecc potrebbero portare ad una riduzione delle emissioni di gas serra fino a 75 MT al 2030. Per il trasporto pubblico, la Cenerentola italiana, ci sono buone notizie al 2020 sono stati finanziati 105 nuovi Km di metropolitane e 50 di tramvie.

Un commento a “Green economy, Rapporto ENEA individua 6 settori strategici per lo sviluppo”

  1. Pier Luigi Caffese ha detto:

    Report Enea obsoleto.
    Come al solito arriva un report Enea che fotografa una situazione ma da questa, fa clamorosi errori ad estrapolare una strategia previsiva al 2032-50.IL report non dice :
    -occupati che stimo in 720.000
    -piano acqua:manca
    -piano syngas:manca
    -piano vento in mare:manca
    -piano energy storage:manca
    -piano conversione raffinerie in bioraffinerie: manca
    -piano biofuels e bioH: manca
    Sa cosa faccio uso le previsionei Ademe e IEA perchè sono fatte bene