OSSERVATORIO. Mutui casa è battaglia tra i mediatori creditizi e il Governo

L’istituto privilegiato per l’acquisto di immobili nel Paese è quello del prestito. Ottenuto anche dalle giovani coppie o dalle famiglie mononucleari con minori a carico grazie alle agevolazioni sull’acquisto della casa e scelto dalle categorie dei lavoratori sulla rete, confrontando i migliori mutui esistenti in modo da risparmiare sulle rate, il finanziamento per la casa detiene in tutta la penisola il primato come modalità di pagamento dell’abitazione.

In arrivo grandi cambiamenti nel settore immobiliare in relazione ai mutui casa. La direttiva 2008/48/CE dell’Unione Europea stabilisce che il mercato così come si presenta oggi non è adeguato, per questo il Governo sta vagliando una proposta di legge in merito. I mercati in Europa sono regolamentati in modo differente e anche il nostro Paese si deve adeguare alle scelte dei Paesi membri. Grande preoccupazione da parte della Fiaip – la federazione che rappresenta gli agenti immobiliari professionali – che crede che queste modifiche possano sfavorire tutto il settore immobiliare o meglio quello delle piccole realtà. Secondo la Fiaip saranno 60 mila le imprese a rischio chiusura a causa della riforma.

Lo scenario che appare agli occhi dei mediatori creditizi è quello di un nuovo mercato dei mutui che segua solamente le logiche commerciali di alcuni grandi gruppi bancari. In questo modo verrebbero escluse dal mercato migliaia di piccole imprese che operano nel settore discriminando allo stesso tempo le banche di piccole dimensioni che si avvalgono delle reti terze come modello strutturale per la loro crescita sia a livello di numeri che a livello di clienti acquisiti. Il decreto al vaglio del Governo, impedirà agli agenti immobiliari di “suggerire” ai propri clienti mutui casa convenienti da accendere per finanziare l’acquisto della propria casa.

Di contro le grandi banche potranno operare indisturbate promuovendo a tappeto i propri finanziamenti alle famiglie. Migliaia di mediatori creditizi in questo modo rischieranno di chiudere le proprie agenzie se il Governo non aprirà un serio confronto per comprendere le esigenze degli operatori del settore.

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