OSSERVATORIO. Sospensioni mutui casa per molte famiglie lombarde

La preoccupazione principale di chi ha una casa è riuscire a stare dietro al suo mantenimento. Come se fosse un figlio o un animale domestico. Non lo si deve accompagnare a scuola o portarlo fuori a fare i bisogni, ma ci si preoccupa di spese, bollette e mutuo. L’idea è quella di arrivare alla fine del mese riuscendo ad affrontare tutte le spese ma tenendosi comunque qualcosa in tasca. Se si presta un minimo di attenzione, però, si riesce a trovare una soluzione, ad esempio confrontando i mutui proposti dai migliori istituti bancari, e soprattutto a mantenere le proprie abitudini.

E continuano gli effetti positivi del Piano Famiglia, l’iniziativa promossa da Abi e Associazioni dei consumatori. Il Piano Famiglia, varato mesi fa, aiuta molte famiglie in difficoltà; l’accordo sulla sospensione delle rate di rimborso dei mutui siglato lo scorso dicembre, è diretto ad offrire uno strumento immediato di aiuto ai mutuatari. L’accordo prevede la possibilità di sospendere per 12 mesi il mutuo casa, anche nei confronti di quei clienti in ritardo con il pagamento delle rate fino a 180 giorni consecutivi. Possono accedervi coloro i quali hanno acceso un mutuo per un importo non superiore ai 150 mila euro e con un reddito imponibile massimo di 40 mila euro annui. Naturalmente solo chi ha subito eventi particolarmente negativi può presentare la richiesta di sospensione.

Secondo i dati presentati dall’Associazione Bancaria Italiana, tra Febbraio e Agosto 2010, le banche hanno sospeso mutui per 3,7 miliardi di euro ad oltre 28.000 famiglie, per 28.615 contratti. Il maggior numero di domande sono pervenute alle banche del nord che hanno raggiunto il 53% del totale delle sospensioni; la sola Lombardia – secondo molti ricca e industrializzata – ha toccato quota 20,5%.

Secondo le stime ogni famiglia che ha usufruito delle agevolazioni previste, avrà in media circa 6.800 euro in più a disposizione per tutte le spese che dovrà affrontare. Secondo le dichiarazioni di Abi, la soluzione più frequente utilizzata dagli italiani, per le operazioni di sospensione della rata del mutuo casa, ha riguardato l’intero importo dovuto mensilmente alla banca; circa il 90% dei richiedenti ha preferito questa soluzione. Le cause sono molte, ma quella più frequente è senza dubbio, la perdita del lavoro dipendente o situazioni di sospensione del lavoro come cassa integrazione e mobilità. Molti hanno provato a cavarsela da soli ma dopo mesi di ritardo nei pagamenti hanno preferito sospendere il mutuo, evitando così il pignoramento dell’abitazione. Ad oggi hanno offerto condizioni migliorative 172 banche, rappresentative del 64% del mercato. I clienti avranno la possibilità di presentare richiesta per attivare la sospensione del mutuo casa fino al 31 gennaio 2011, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 al 31 dicembre 2010.

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