Sciopero ginecologi confermato: il 12 febbraio fermi i punti nascita

E’ confermato: martedì prossimo, 12 febbraio, ginecologi e ostetrici incroceranno le braccia per 24 ore per protestare contro i tagli alla sanità e chiedere ai partiti politici di inserire nei programmi elettorali la messa in sicurezza dei punti nascita in tutta Italia e trovare soluzioni all’aumento del contenzioso medico-legale in campo sanitario. Allo sciopero, proclamato dall’organizzazione sindacale FESMED, partecipano i medici dipendenti del SSN che operano nei punti nascita, nei consultori familiari e negli ambulatori ostetrici del territorio; chiunque potrà aderire con la formula dello “sciopero di solidarietà”.

Lo comunica il Ministero della Salute, su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica, che precisa: “Al fine di contemperare l’esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona costituzionalmente tutelati, nel corso dello sciopero sarà assicurata, dalle Amministrazioni pubbliche interessate,  l’erogazione delle prestazioni indispensabili nel rispetto della vigente disciplina ai sensi della legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modificazioni ed integrazioni”.

La Federconsumatori esprime rammarico per la conferma dello sciopero. “I recenti tagli hanno già gravemente penalizzato la sanità pubblica, quindi riteniamo che non sia corretto far ricadere su gestanti, partorienti e neonati il tentativo di ottenere ascolto da parte del mondo politico. Apprezziamo e condividiamo il tentativo di spingere i partiti a prendere impegni concreti sulla sicurezza dei punti nascita e sul contenzioso medico-legale in campo sanitario, tuttavia il peso di tali rivendicazioni non può essere scaricato sui cittadini”.

L’Associazione esorta il Ministro Balduzzi a fare qualcosa per scongiurare lo sciopero, ascoltando le proposte dei sanitari e portandole all’attenzione della politica.

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