Robin tax sui consumatori. E’ polemica

Non basta pagare l’energia il 30% in più rispetto alla media europea. I consumatori vedono caricata sulla loro bolletta energetica anche la “Robin Tax”. E’ quanto ha rilevato l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas che ha scoperto che su  476 aziende distributrici, 199 operatori energetici scaricano, o almeno così sembra, sui consumatori gli oneri relativi alla Robin Tax. Ma di preciso che cos’è la Robin Tax? SoldiBlog scrive: “È una tassa sulla valorizzazione automatica delle scorte petrolifere in base alla quale i petrolieri sono tenuti a far emergere la plusvalenza realizzata dagli stock comprati a basso prezzo da sottoporre poi all’Ires, ovvero l’imposta proporzionale sul reddito delle società, che risulta così maggiorata”.

La parola adesso passa al Parlamento che dovrà necessariamente mettere mano ad un meccanismo che finora, come constatato dalla stessa Autorità, ha peccato in trasparenza. Quel che è certo, tuttavia, è che “ciò rende il mercato energetico italiano il peggiore d’Europa  e a rischiare sono i bilanci delle famiglie italiane. Non c’è una possibilità concreta di scelta, visto che non si può realmente beneficiare dei meccanismi di concorrenzialità” come ha commentato Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali Codici.

Nel frattempo Adiconsum ha non ha utilizzato mezze parole e ha definito la vicenda “un vero scandalo”. Secondo l’Associazione, la tassa occulta è costata ai consumatori “tra i 300 ed i 400 euro in più”, motivo per cui Adiconsum ha annunciato che presenterà una denuncia alla Procura della Repubblica e una class action “contro queste Aziende prive di etica e di professionalità aziendale.” Anche il Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente auspicano un prossimo intervento del Governo e annunciano “un esposto alla Procura chiedendo l’acquisizione e la verifica di tutta la documentazione”: “Il Robin Hood di Tremonti ha gettato la maschera rivelandosi per quello che era ed ancora è: l’ennesimo Sceriffo di Nottingham, sguinzagliato stavolta sul mercato dell’energia e degli idrocarburi, per agguantare un po’ di tasse. La Relazione dell’Autorità sulla vigilanza del 2012 ha confermato quello che avevamo già sottolineato nell’ottobre 2009, cioè come in assenza di un’adeguata attività di controllo, la Robin Tax avrebbe gravato solo sul consumatore finale” hanno spiegato le due Associazioni.

Indignate anche Federconsumatori e Adusbef che, oltre ad annunciare “tutte le azioni legali che si renderenanno encessarie”, hanno auspicato di venire prestoa a conoscenza “dei nomi delle aziende coinvolte”. Altroconsumo, invece, è passata ai “fatti” e ha lanciato sul suo sito internet una petizione per chiedere al restituzione della somme.

Non ci sta Assoelettrica: “Le imprese elettriche non hanno scaricato la Robin tax sui consumatori” ha affermato il presidente Chicco Testa che  ha sottolineato, inoltre, che la tassa “é iniqua e probabilmente incostituzionale”. Secondo Testa le informazioni circolate “suscitano molte perplessità” e ha spiegato, in tre punti la propria posizione. “Gran parte del settore elettrico  è sottoposto a regolazione da parte dell’Autorità medesima: le tariffe sono fisse e non esiste possibilità di recuperare in alcun modo la riduzione del margine indotta dalla Robin tax”. Il secondo punto “riguarda il fatto che la parte cosiddetta libera del mercato elettrico vede molti operatori versare in condizioni di crescente difficoltà, in conseguenza della crisi economica, da una parte, e dell’esplosione del fotovoltaico, dall’altra, al punto di non realizzare quasi alcun margine”. La terza considerazione “attiene al fatto che l’Autorità ha semplicemente confrontato i dati reddituali registrati dalle imprese nel 2010 con quelli del 2007, constatando che i margini di alcune imprese, non certo di tutte, si erano rafforzati, ma effettuando un’analisi soltanto a campione sul diverso andamento dei costi di produzione e dei prezzi finali effettivamente sostenuti dai consumatori”. Inoltre, ha concluso Assoelettrica, “l’Autorità stessa aveva criticato l’aumento della Robin tax perché avrebbe penalizzato un settore già in difficoltà come quello termoelettrico e la sua estensione al settore delle rinnovabili e della trasmissione e distribuzione. Tutto questo, senza considerare che la Robin tax, che impone alle imprese energetiche una ingiustificata supertassa sui margini che certo male si accorda con lo stato di crisi in cui versa il settore, è iniqua e probabilmente incostituzionale. Insomma: prima di gridare al ladro sarebbe opportuno verificare che sia stato davvero commesso il furto”.

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