Safer Internet Day: giovani sempre online, a tutta chat

Sempre connessi. Tutti sulle chat. Appassionati di selfie. Sui social network da un’età molto precoce. Chattano di notte, a scuola e ogni volta che si può. Postano soprattutto materiale divertente o interessante che trovano online. Il 13% dichiara di aver inviato foto intime – è il fenomeno del sexting, testimonianza di un comportamento a rischio. Allo stesso tempo, stanno imparando a difendere la loro privacy e sono più attenti alle informazioni che pubblicano. Questa la fotografia della “Generazione Z” scattata dall’indagine di Skuola.net e dall’Università di Firenze.

safer internet day 2016L’indagine, diffusa oggi in occasione del Safer Internet Day, riguarda i nati fra il 1996 e il 2010, è stata realizzata da Skuola.net insieme all’Università di Firenze con il coinvolgimento di circa 5000 teenager ed è stata promossa da Generazioni Connesse, ovvero il Safer Internet Center italiano cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal Miur. Più del 90% dei giovani usa abitualmente le chat, il 60% cede al selfie. I “lati oscuri” sono il sexting, il vamping e il cyberbullismo, ma c’è un’attenzione maggiore alla privacy.

Spiega l’indagine: “La Generazione Z è una generazione che di anno in anno passa sempre più tempo connessa. Rispetto alla medesima indagine svolta nel 2015, risulta duplicata la percentuale di ragazzi che sostengono di passare in rete più di 5 ore quotidianamente. Oggi, ben il 17% circa sostiene di connettersi tra le 5 e le 10 ore al giorno (considerando l’uso integrato di personal computer, tablet e cellulare), e una percentuale analoga si dichiara sempre connessa. Anche a scuola? Certamente, sostiene circa 1 su 5. Anche mentre si fanno i compiti? Sicuro, dice quasi il 30%. Tendenza alla mancanza di concentrazione o al multitasking? Quel che è certo è che il loro modo di vivere la rete è ben diverso rispetto a qualche anno fa”.

giovani internet smartphoneFacebook non è il social di prima scelta: quello che ha più successo è infatti WhatsApp, usato quotidianamente da quasi il 90% degli intervistati, mentre il social di Zuckerberg arriva solo secondo (64%), seguito a stretto giro da Instagram (61%) e Youtube (58%). La chat fulminea di Snapchat si sta imponendo come uno tra i mezzi di comunicazione più importanti tra questi giovani, superando di gran lunga Twitter. La usa ogni giorno ben il 28% degli studenti contro il 14% di Twitter. Si va a tutta chat perché si usano i social come strumento di comunicazione. Tanto da sviluppare una certa dipendenza: il 6% degli intervistati chatta anche di notte o quando sarebbe vietato, come a scuola (circa 1 su 4).

Si tratta di una generazione più virale che personale: in genere condivide online blog, immagini e video di “influencer”, oppure notizie interessanti. Circa il 15% posta su ciò che succede nella propria vita quotidiana, ma è solo una sparuta minoranza che nei post parla di sé stesso: il 9%. A tutto questo c’è però un’eccezione: le fotografie, tra cui primeggia il selfie, vero protagonista dei social. L’espansione di Instagram è probabilmente collegata alla passione per l’autoscatto: quasi il 60% ne pubblica, in particolare di gruppo. E’ solo la minoranza, circa 1 su 4, a non amare la pubblicazione massiva di selfie e foto.

Sono giovani cresciuti sui social e approdati sulle diverse piattaforme molto presto, in genere nei primi anni di scuola media o addirittura negli ultimi anni delle elementari. Allo stesso tempo, sono giovani più attenti ai pericoli della rete: 1 su 3 dichiara di non aver pubblicato informazioni personali o elementi compromettenti su di sé online. Sono soprattutto le ragazze e i più piccoli condividere meno questi dettagli. Rimangono però alcuni comportamenti a rischio, sexting e cyberbullismo su tutti.Circa il 13% condivide proprie foto osé, anche se attraverso messaggi privati. Un fenomeno, quello del sexting, che non è estraneo neanche ai piccolissimi: tra gli under 14 presi in esame, circa 1 su 10 ha fatto circolare foto intime – spiega la ricerca di Skuola.net – Materiale che, se finisce in mani sbagliate, può offrire ai cyberbulli un prezioso alleato. E spesso tra loro si nascondono proprio i coetanei o i compagni di classe: seppur non rappresentino la maggioranza, circa l’8% degli intervistati dichiara di aver attuato intenzionalmente comportamenti da bullo online e un ulteriore 1 su 10 circa banalizza il proprio comportamento come semplice scherzo”.

Un commento a “Safer Internet Day: giovani sempre online, a tutta chat”

  1. Giacomo scrive:

    Sono gay e voglio chattare