Altroconsumo: class action contro Intesa Sanpaolo, udienza a fine marzo

Nella class action contro Intesa Sanpaolo la parola passa ora ai giudici del Tribunale di Torino, che hanno fissato la prossima udienza a fine marzo. La raccolta delle adesioni per illecite commissioni di scoperto conto applicate ai conti senza fido dal 2009 è infatti terminata e la richiesta è quella di riavere indietro le commissioni applicate illecitamente: è quanto ricorda Altroconsumo, che ha dato il via all’azione per commissioni non dovute. Se infatti, spiega l’associazione, si è andati in rosso sul conto corrente per qualche giorno o settimana, Intesa Sanpaolo ha fatto pagare oltre agli interessi passivi anche una commissione, chiamata “CSC commissione di scoperto di conto”Questa commissione è ritenuta illecita perché “è stata introdotta dalla banca in sostituzione delle commissioni di massimo scoperto abolite per legge nel 2009 – spiega Altroconsumo – In pratica, una nuova commissione ha sostituito quella abolita, aggirando la legge. Non ci stiamo e chiediamo che i soldi siano restituiti ai correntisti. La Corte d’appello di Torino ha dichiarato ammissibile l’azione collettiva risarcitoria presentata da Altroconsumo contro Intesa Sanpaolo s.p.a. per le commissioni di scoperto di conto applicate ai correntisti in rosso dopo il 15 agosto 2009 (una class action è possibile in Italia solo per eventi successivi a questa data)”. L’udienza è ora fissata a fine marzo.

La Corte d’appello di Torino aveva dichiarato ammissibile la class action di Altroconsumo contro Intesa Sanpaolo per le commissioni di massimo scoperto applicate ai correntisti in rosso dopo il 15 agosto 2009 nel settembre del 2011, ritenendo che l’associazione rappresenti adeguatamente gli interessi dei correntisti e che la class action non possa essere bloccata sul nascere, come richiesto da Intesa Sanpaolo.

Comments are closed.