Osservatorio: Agenzia delle Entrate su conti correnti, no tassa sui bonifici esteri

Come fare per trovare il conto corrente migliore? Per prima cosa possiamo raffrontare i migliori conti correnti tra quelli in circolazione in modo da fare una scelta più consapevole in modo anche più semplice e pratico. Attraverso la rete si può mettere il conto corrente Fineco a confronto con quelli di WeBank, Conto Arancio ecc. Il conto migliore è quello anche più conveniente, per cui i costi sono da tenere in grande considerazione.

Oggi si sa che trovare un buon conto corrente è prioritario per avere i soldi sempre sotto controllo, soprattutto in un momento come quello che stiamo attraversando. Proprio sui costi dei conti correnti erano arrivate delle brutte notizie per i risparmiatori italiani nell’ultimo periodo, che si erano visti addebitare una nuova tassa sui bonifici provenienti dall’estero verso i conti italiani. La tassa avrebbe dovuto entrare in vigore dal primo di febbraio, ma sembra che sia stata fatta marcia indietro da parte dell’Agenzia delle Entrate su consiglio dell’ormai ex Ministro dell’Economia.

Una decisione saggia, per una serie di ragioni. Stringere ulteriormente la morsa sui risparmi, già miseri, degli italiani, significa incentivare ulteriormente una depressione economica cronicizzata da tempo. Inoltre, aumentare le spese di commissione dall’Italia verso l’estero sarebbe stato un provvedimento in netta contraddizione con la nuova linea di integrazione internazionale fra gli Stati, soprattutto all’interno dell’UE.

Il capo del Fisco italiano Attilio Befera, infatti, si è allineato alla decisione di Fabrizio Saccomani per togliere l’imposta del 20% sui bonifici esteri per conti correnti italiani. Befera ha dichiarato: “L’Agenzia delle Entrate è ovviamente in prima fila nel contrasto all’evasione fiscale. La sospensione della ritenuta del 20% sui redditi da attività finanziarie detenute all’estero si inserisce proprio in un contesto di collaborazione all’interno dell’Europa, secondo i dettami dell’Ocse e del G20”.

Questa imposta al 20% era stata fatta in chiave anti riciclaggio per evitare che dei soldi illeciti arrivassero in Italia per vie traverse. C’è da notare che però se Saccomanni aveva subito decretato la fine della tassa, di contro invece l’Agenzia delle Entrate l’ha dichiarata solo sospesa fino a luglio 2014Con quanto dichiarato da Befera invece sembra che la decisione sia così definitiva.

Per il numero uno del Fisco italiano sarebbero infatti sufficienti le informazioni che l’Agenzia delle entrate riceve grazie agli accordi stipulato dall’Ocse e dal G20. Il problema era però che tra i Paesi che hanno sottoscritto questi accordi mancavano i due principali indiziati per i casi di riciclaggio, cioè Svizzera e Austria dai quali passano gran parte dei capitali italiani da tenere sotto controllo.

Dato il cambio di Governo avvenuto in questi ultimi giorni il nuovo ministro dell’economia Padoan dovrà pronunciarsi quanto prima in merito, dato che per il momento la tassa è bloccata ma i risparmiatori italiani sono ancora in attesa di sapere quale sarà il suo futuro da cui dipende molto del loro patrimonio.

Avere una tassa così importante su tutti i bonifici provenienti dall’estero infatti non sarebbe un colpo solo per i risparmiatori italiani, ma anche per tutri gli stranieri che vivono in Italia e che magari ricevono dei soldi dai propri parenti all’estero. Toglierla invece significherebbe lasciare più tranquilli tutti i correntisti senza ulteriori pensieri sui propri soldi depositati.

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