Biologico, crescita e tendenze (Foto Pixabay)
Biologico, nel 2026 continua la crescita
Il biologico continua a crescere e intercetta l’attenzione dei consumatori verso scelte di benessere e salutismo. Le sfide del bio, le scelte di consumo e i primi venti anni di AssoBio
La sfida del biologico oggi è quella di intercettare i cambiamenti in atto nei consumi e integrarsi nelle scelte dei consumatori. I consumatori sono disposti a pagare di più per scelte che mettano insieme sostenibilità e salute. E fra queste rientrano i prodotti bio. Il contesto è quello di scelte più selettive in cui il valore deve essere chiaro per giustificare il prezzo. Un’analisi del bio e delle sue tendenze viene dai dati di NielsenIQ sul biologico nel nuovo contesto dei consumi europei, che ha delineato lo scenario strategico attuale, approfondendo performance di mercato e percezione dei consumatori.
Il tutto nell’ambito di Tuttofood Milano e del convegno “Destinazione Bio: tracciare la rotta sui mercati internazionali” di AssoBio. Per AssoBio è stato fra l’altro l’avvio ufficiale delle celebrazioni per i suoi 20 anni di attività.
Nel corso del convegno sono emersi dati chiave sul posizionamento dell’Italia: oltre il 20% delle superfici agricole nazionali è coltivato a biologico, un primato che colloca l’Italia tra i leader europei per produzione e trasformazione. “La sfida, oggi, è trasformare questo vantaggio competitivo in una solida opportunità di business globale, intercettando una domanda internazionale sempre più attenta al valore del “Made in Italy Bio”, spiega l’associazione. Per le imprese, il focus si sposta sulla capacità di dialogare con i buyer esteri, che ricercano partner affidabili in grado di garantire qualità, continuità produttiva e una sostenibilità pienamente tracciabile.
La crescita del bio
I dati di NielsenIQ evidenziano che c’è più attenzione al valore: i consumatori ridefiniscono le priorità tra qualità, benessere e sostenibilità personale. Il biologico continua a crescere anche nel 2026, confermando la solidità della domanda; cresce quando il valore è chiaro e riconosciuto, e da oltre due anni cresce più del mercato, sostenuto da una domanda selettiva.
Dall’analisi emerge che il 63% dei consumatori è disposto a pagare di più per prodotti che uniscono salute e rispetto ambientale; un consumatore su 5 è disposto a pagare oltre il 10% in più per prodotti biologici e non Ogm.
Nel 2025 il giro d’affari del bio in Italia è di 2 miliardi e 327 milioni di euro; sul totale dell’alimentare pesa per poco meno del 3%. Il bio cresce del 4,9% a valore e del 3,6% a confezioni.
L’andamento è diverso nei paesi europei: Germania e Regno Unito hanno trend più solidi, la Francia è entrata in una fase di normalizzazione e registra un calo sia a valore che a confezioni. In Germania e Francia, il peso percentuale del bio sul totale della Gdo supera il 4%; in Italia si ferma al 2,3%.
I prodotti bio in Italia
L’analisi evidenzia poi che il bio in Italia è concentrato su un numero limitato di categorie che pesano per il 47% delle vendite a valore.
Le top 15 bio per vendite a valore sono uova di gallina, gallette, sostitutivi del latte uht, confetture e spalmabili a base frutta, olio extravergine di oliva, cereali prima colazione, creme spalmabili dolci, latte fresco, yogurt intero, frutta secca senza guscio, banane, omogeneizzati, verdura IV gamma, pasta integrale-farro-kamut e semi.
Il bio beneficia, allo stesso tempo, di una crescente attenzione verso il benessere e il salutismo. Così molte categorie in forte crescita sono nell’area del benessere: fra le categorie top per crescita a valore ci sono ad esempio kefir, semi, cereali e snack senza glutine, pasta senza glutine, piatti pronti vegetali, crackers, ingredienti.
Sono dunque molte le opportunità di crescita del settore.
L’attenzione al benessere
La conclusione dell’indagine NielsenIQ è dunque che “il biologico non è più una tendenza autonoma, ma una leva che rafforza i trend emergenti di benessere, salute e qualità della vita. Cresce dove è integrato in proposte healthy, funzionali e ad alto valore percepito, non dove resta un premium isolato. In un contesto di scelte più selettive, il biologico funziona quando contribuisce a rendere la scelta migliore, non semplicemente più costosa”.
La sfida finale non è dunque quella di creare nuovi consumatori di biologico ma di integrare il bio nelle scelte dei consumatori, nei prodotti e nelle occasioni di consumo che già stanno crescendo.
Con la partecipazione a Tuttofood Milano, AssobBio ha inoltre rilanciato il suo impegno a supportare le imprese in un contesto sempre più orientato all’internazionalizzazione, all’innovazione e alla sostenibilità. Nei prossimi mesi arriveranno altre celebrazioni per i venti anni dell’associazione. Per la presidente di AssoBio Nicoletta Maffini “è chiaro che il biologico ha davanti a sé grandi opportunità di crescita, ma anche sfide importanti. È fondamentale continuare a investire in innovazione e nel valore dei marchi, rafforzando al tempo stesso la collaborazione tra produzione e distribuzione. In AssoBio crediamo che il dialogo tra tutte le facce della filiera sia la chiave per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori e per affrontare con fiducia questo momento di trasformazione del mercato”.

