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Mai più bambini in carcere

Bambini in carcere, Cittadinanzattiva e a Roma Insieme: nessuno deve più varcare la soglia della prigione

La piaga dei bambini in carcere, detenuti con le madri, riguarda ancora 24 piccoli in tutta Italia. Cittadinanzattiva e A Roma Insieme-Leda Colombini tornano a chiedere l’approvazione della legge che supera definitivamente la carcerazione dei bambini in favore delle case famiglia

Bambini in carcere, mai più. La richiesta continua a essere sollevata perché la piaga dei bambini detenuti insieme alle loro madri non si è affatto esaurita. I bambini in carcere ci sono ancora, a oggi sono 24 i piccoli reclusi insieme alle mamme detenute, e questo non può e non deve essere considerato un fenomeno marginale. Perché non rispetta i diritti dell’infanzia.

Tornano a sollevare il velo su questa piaga Cittadinanzattiva e l’associazione A Roma Insieme-Leda Colombini che chiedono l’approvazione della proposta di legge Siani perché nessuno bambino varchi più la soglia di una prigione. La soluzione esiste: sono le case famiglia protette.

 

Madri detenute e minori, Cittadinanzattiva e A Roma Insieme: mai più bambini in carcere
Madri detenute e minori, Cittadinanzattiva e A Roma Insieme: mai più bambini in carcere

 

Bambini in carcere, 24 reclusi insieme alle mamme detenute

In occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che si celebra sabato 20 novembre, Cittadinanzattiva e A Roma Insieme-Leda Colombini tornano dunque a richiamare l’attenzione pubblica sulla condizione, gravemente trascurata, dei bambini detenuti ed a richiedere con forza che si approvi rapidamente il disegno di legge 2298 promosso dall’On. Siani recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e alla legge 21 aprile 2011, n. 62, in materia di tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori”.

«Abbiamo il dovere di ricordare i 24 bambini che oggi sono reclusi negli istituti penitenziari assieme alle mamme detenute – ricordano le due associazioni – Un fenomeno che può apparire dalle dimensioni contenute, ma che invece rappresenta una condizione drammatica ed inaccettabile per i diritti dell’infanzia. Con l’approvazione di questa legge nessun bambino varcherebbe più la soglia di una prigione, ed invece ci spiace constatare che, dopo una prima fase di convergenza tra tutte le forze politiche, la proposta è ferma ormai da mesi presso la Commissione giustizia della Camera dei Deputati senza che se ne comprenda il motivo».

Da tempo le due associazioni chiedono di superare una volta per tutte il fenomeno della carcerazione dei bambini con le madri detenute e di puntare sullo sviluppo delle case famiglia come alternativa alla detenzione. Nella sezione nido del carcere di Roma Rebibbia oggi sono recluse due mamme, di cui una incinta, con due figli piccoli e una terza donna in gravidanza.

 

Approvare la proposta di legge Siani

La proposta di legge Siani, nella sua versione originale, riconosce centralità dell’interesse superiore del bambino, alla tutela della salute psicofisica del minore e del legame con il genitore come elemento fondamentale in particolare nei primi anni di vita, coerentemente con le numerose indicazioni in tal senso della Corte Costituzionale e i principi sanciti dalle convenzioni internazionali. In particolare, ricordano le due associazioni, il testo mira a rimuovere gli ostacoli di natura giuridica ed economica che sono all’origine del problema della carcerazione dei bambini assieme alle loro madri e individua le case famiglia come soluzione alternativa principale.

«Il varo della “legge Siani”, inoltre completerebbe il percorso avviato lo scorso anno con l’approvazione di una norma, inserita nella legge di bilancio 2021 su proposta delle nostre organizzazioni, che ha istituito un fondo triennale, di complessivi 4,5 milioni di euro, destinato ad implementare il sistema della case famiglia – concludono – Un risultato importante, che rischierebbe di rimanere largamente vanificato se non lo si accompagna con le ulteriori misure previste dalla proposta di legge».

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