famiglia

Le finanze dei genitori si riflettono sul rischio di povertà dei figli una volta adulti

Le finanze dei genitori si riflettono sul rischio di povertà dei figli adulti

Lo stato finanziario della famiglia di origine influisce sul rischio di povertà dei figli, una volta adulti. Nella Ue il rischio di povertà degli adulti che vengono da una cattiva situazione finanziaria è del 9,6% superiore rispetto a chi viene da una famiglia d’infanzia con buone finanze

C’è una corrispondenza fra la situazione economica e finanziaria della famiglia di origine, quello dell’infanzia, e il rischio di povertà di chi oggi è adulto. L’Eurostat certifica quello che, almeno in Italia, emerge dalle ricerche come dal senso comune: le finanze dei genitori si riflettono sul rischio di povertà dei figli, una volta adulti.

Lo stato finanziario della famiglia di origine influisce sul rischio di povertà futuro dei suoi componenti, anche quando non sono più ragazzini.

Sembra una banalità ma non dovrebbe, perché è il sintomo (nei casi più eclatanti) di un ascensore sociale di fatto bloccato. In poche parole: se vieni da una famiglia povera hai più rischio di rimanere povero. In linguaggio forbito, si chiama trasmissione intergenerazionale degli svantaggi, ed è l’espressione usata dalle statistiche Eurostat, che sintetizza: Parents’ finances reflect on today’s adults’ poverty.

 

grafico eurostat
Eurostat on intergenerational transmission of disadvantages

 

Eurostat: finanze della famiglia di origine e povertà futura

Nell’Unione europea, nel 2019, il tasso di rischio di povertà era del 23% fra gli adulti che hanno vissuto una cattiva situazione finanziaria nella famiglia di infanzia, quella dei genitori, quando avevano 14 anni. Questa percentuale è del 9,6% superiore al tasso di rischio di povertà di chi aveva una situazione finanziaria buona nella famiglia d’infanzia.

Al solito, ci sono poi le differenze nazionali. Per cui il tasso di rischio di povertà fra gli adulti che vengono da una cattiva situazione finanziaria nella famiglia d’infanzia varia dal 10,2% in Cechia al 40,1% della Bulgaria. D’altra parte, la percentuale di rischio di povertà per chi viene da una famiglia in buono stato economico varia dal 5,9% in Cechia al 16,6% in Spagna.

In quasi tutti gli stati europei, il tasso di rischio di povertà è più alto per le persone che in passato già vivevano in una cattiva situazione finanziaria. Quindi, per gli adulti i cui genitori erano poveri o in difficoltà economica.

Le differenze più ampie, quelle che insomma marcano di più l’impatto della famiglia d’infanzia sul rischio o meno di povertà in futuro, ci sono in Bulgaria (27,6 punti percentuali di differenza tra situazioni finanziarie buone e cattive in passato), in Romania (17,1% di differenze) e in Italia (14,8%).

Sull’altra estremità della scala, le minori differenze – quindi il minore impatto della situazione finanziaria della famiglia di origine sul futuro dei figli – ci sono in Lettonia (0,6%), in Austria (0,7%) in Estonia (1,8%) e Finlandia (2%). In Danimarca accade invece il contrario: il tasso di rischio di povertà tra le persone che avevano una buona situazione finanziaria in passato è più alto di quelle che vengono da cattive finanze.

Parliamone ;-)